giovedì 21 giugno 2018

PRIMA EDIZIONE "TORNEO NAZIONALE ODISSEA CUP 2018"

Itinerari magnogreci dei giovani eroi del calcio. Dopo il grande successo ottenuto dal Torneo Nazionale del Mar Jonio, giunto alla sua terza edizione ed accolto dal territorio lucano durante la prima decade del corrente mese di giugno, i percorsi ludici, agonistici ed onirici degli aspiranti campioni si snodano adesso sulla costa e nell’entroterra della Calabria: debutta infatti il Torneo Nazionale Odissea Cup 2018. L’esordio assoluto della nuova manifestazione, ennesimo progetto sinergico promosso dai fratelli tarantini Cosimo e Francesco Lemma, rispettivamente coordinatori dell’APS “LiberalaMente” e dell’associazione tecnica di calcio giovanile F.L. Tornei, è in programma dal 22 al 24 giugno e consterà di esibizioni sul rettangolo verde distribuite fra i Comuni di Corigliano-Rossano Calabro e Mirto (province di Cosenza) e Torretta (Crotone). L’evento beneficia del patrocinio della celebre area divertimenti “Acquapark Odissea 2000”di Rossano Calabro, ed è inserito nel ricco palinsesto denominato “Sports Project”, afferente alle società affiliate al consorzio “LiberaLaMente”. Formula della kermesse sportiva sarà quella delle partite suddivise ed assegnate alle sei categorie dilettantistiche ufficialmente iscritte: ALLIEVI 2001/2002 (calcio a 11), ESORDIENTI MISTI 2005/2006 (calcio a 9), ESORDIENTI 1° ANNO 2006 (calcio a 8), PULCINI MISTI 2007/2008 (calcio a 8), PULCINI 1° ANNO 2008 (calcio a 5+1), PRIMI CALCI 2009/2010 (calcio a 5+1). Le cinquanta società che hanno aderito al progetto neofita confluiscono essenzialmente dal Meridione d’Italia, nel dettaglio dalle regioni di Puglia, Calabria, Campania, Basilicata, Sicilia. La cerimonia d’inaugurazione dell’Odissea Cup 2018 è in agenda nella serata di venerdì 22 giugno, quando le compagini partecipanti, coi relativi staff tecnici e le immancabili famiglie dei talenti in erba, si raduneranno a partire dalle 21.30 presso l’anfiteatro dell’Hotel Roscianum, ubicato nella cittadina ospitante di Rossano Calabro. Si replicherà nella seguente serata di sabato, nell’identica cornice del Roscianum, con le rituali premiazioni dei sodalizi vincitori (ore 21.30). I vertici turistici calabresi hanno assicurato con eccezionale tempismo la disponibilità e la fruizione delle strutture più all’avanguardia e di pertinenza regionale: le esibizioni sui rettangoli verdi di gioco saranno intervallate da momenti rilassanti, occasioni propizie al fine di instaurare amicizie fra giovani protagonisti, ma anche collaborazioni proficue ad innescare originali idee e proposte per successivi raduni di simile tipologia. A tal proposito, le squadre che soggiorneranno nei villaggi convenzionati potranno usufruire di un biglietto omaggio per accedere all’area divertimenti del celebre “Acquapark Odissea 2000” di Rossano Calabro, nel corso di domenica 24 giugno. La novità interessante inserita nel palinsesto coincide con la “parentesi rosa”: sotto i riflettori, sabato sera si disputerà anche un quadrangolare di calcio a 5 femminile. Ospite d’eccezione ed atteso testimonial del Torneo sarà Christian Manfredini, ex centrocampista esterno, dalle peculiarità offensive, che ha militato nel corso delle stagioni comprese fra la metà degli Anni Novanta e Duemila, indossando le casacche di Genoa, Chievo Lazio e Fiorentina. Classe 1975, originario della Costa D’Avorio, oltre 150 presenze in Serie A, Christian Manfredini ottenne il passaporto italiano complice l’adozione da parte di una famiglia salernitana: non fu mai convocato nelle fila della Nazionale azzurra, tanto da optare per l’impegno a favore della nativa terra africana. Una carriera caratterizzata da sperimentazioni in diversi campionati, eppure battezzata dal duplice trionfo ottenuto al servizio della Primavera della Juventus, nell’anno di grazia 1994: conquiste del campionato di categoria e del Torneo di Viareggio, al fianco dell’astro nascente Alessandro Del Piero. Manfredini è stato anche uno dei protagonisti della prima ed assoluta promozione del Chievo in massima serie, avvenuta nel 2001; successivamente, è ingaggiato dalla Lazio del patron Cragnotti e di Roberto Mancini in panchina, ma una serie di infortuni lo costringono a peregrinare fra prestiti in cadetteria. A quattro anni dal suo ritiro dalle scene agonistiche, l’ex centrocampista si dedica alla preparazione tecnica dei vivai, in qualità di allenatore. A condurre la kermesse di gala e di presentazione dell’Odissea Cup 2018 sarà il giornalista ionico Matteo Schinaia, direttore responsabile dell’agenzia online “Tutto Sport Taranto”. Tutte le informazioni ed i calendari inerenti le gare in programma sono consultabili sulla pagina ufficiale www.fltornei.it.

lunedì 18 giugno 2018

Giordano Forlai, in uscita il primo singolo "Che Cosa Siamo Noi" (feat. Roberto Tiranti)

E' finalmente disponibile il primo singolo a firma di Giordano Forlai dal titolo "Che Cosa Siamo Noi". Il brano, che vede la presenza di Roberto Tiranti in veste di ospite, anticipa l'uscita dell'album "Orso Bianco", la cui uscita è prevista nel corso del prossimo autunno. "Che Cosa Siamo Noi" precede l'uscita di ulteriori due singoli estrapolati dai dodici brani totali che andranno a formare l'intero disco ed è disponibile anche in versione video. L'Orso Bianco sarà un album dai contenuti prog rock e tratterà un concept che metaforicamente parla delle varie personalità di ogni singolo individuo. Che Cosa Siamo Noi, nello specifico, può essere interpretato come una domanda esistenziale. Oltre a Giordano Forlai e Roberto Tiranti alle voci ed ai cori, la canzone vede al presenza di Massimo Trigona al basso e alle testiere, Andrea Maddalone alle chitarre acustiche ed elettriche, Roberto Maragliano alla batteria e Luca Cresta al piano. La produzione musicale è a cura di Ferdinando Praticò, il mixaggio di Danilo Madonia, mentre l'editing delle batterie è a cura di Fabio Moretti. Gli autori di Che Cosa Siamo Noi sono in ordine: Giordano Forlai, Massimo Trigona, Ferdinando Praticò e Andrea Foce.

Questo il link per accedere al video: 

domenica 10 giugno 2018

Enrico Chiesa: “Etica, passione e sacrificio: così nasce il campione del futuro”

Testimonial della terza edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio, l’ex attaccante illustra il suo ruolo di responsabile per il settore giovanile presso il Centro Federale di Firenze. Fra prospettive e ricordi

Testimone di ispirazione, creatività ed istinto, con un pallone filtrante nelle aree avversarie. Ambasciatore di atmosfere e contesti onirici, sul palcoscenico di un calcio meno deformato e più originale, permeato da una sorta di mistificazione dei suoi stessi interpreti. Emblema di favole ed imprese suggellate da squadre sorprendenti, frutto di programmazione indovinata in un momento storico sorridente per il nostro Paese. Enrico Chiesa custodisce il suo posto nell’Olimpo speciale degli attaccanti italiani. Cannoniere implacabile, imprevedibile ed elegante nei suoi gesti tecnici, avvezzo alla sinergia ed all’abnegazione, incantatore di folle che ancora oggi scandiscono cori in suo onore. Uno stile ed un modus vivendi da campione umile, che non si concede dietrologie nostalgiche o pentimenti, che non ha ceduto alla tentazione di militare nelle fila di club più blasonati, consacrandosi dalla metà dei dorati Anni Novanta con le casacche di potenze nostrane “emergenti” come Sampdoria, Parma, Fiorentina. L’eclettismo caratterizza la seconda fase della sua carriera dedicata interamente al calcio: coniuga l’esperienza agonistica da tramandare alla didattica, interpreta l’esplorazione dei freschi talenti insieme con la funzione pedagogica degli stessi. Ospite ideale per la terza edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio, occasione di confronto per calciatori nativi dal 2001 al 2012, appartenenti alle scuole calcio di cinque regioni del Sud Italia, Enrico Chiesa è attualmente responsabile tecnico del Centro Federale di Firenze per il settore giovanile. Ed ha dispensato suggerimenti deontologici e messaggi positivi, all’insegna dell’intramontabile metafora che accomuna il calcio e la vita. Una missione che lo invita a coordinare un gruppo di oltre cento allievi, a trasmettere disciplina, insegnamenti e codici da campo: “Per prima cosa le regole-esordisce Enrico Chiesa, alludendo all’approccio coi giovani- Quando si entra in un Centro Federale o in un campo di calcio, bisogna emulare l’etica che un bambino deve onorare in casa. Rispettare il prossimo, il proprio compagno, gli allenatori, il luogo in cui ti alleni. Un esempio banale ma efficace: la pettorina sfilata non si butta per terra, si tiene, si porta in panchina o si ripone nell’apposito cestello. Questo è ordine, ma soprattutto regola”. Autore di ben 138 reti in Serie A, l’ex centravanti della Nazionale, già candidato al Pallone d’Oro, Chiesa illustra la genesi della sua mansione presso il Centro Federale di Firenze: “Da un anno ho assunto il ruolo di responsabile. I vertici della FIGC mi hanno chiamato e mi hanno proposto il coordinamento del centro federale: un compito diverso da quello che avevo prima, sia da giocatore che da allenatore del settore giovanile”. “Il progetto mi ha ispirato, ho voluto provare la nuova avventura- spiega- Parliamo sempre di calcio, di gestione dei ragazzi alla quale ero abituato, istruiamo sulle dinamiche del campo. E’ la mia materia, la mia competenza. Devo ammettere di aver imparato molto: dai ragazzi, dai colleghi che mi circondano: ho offerto la mia esperienza, ma credo di aver ricevuto di più. Tante nozioni innovative: nella vita bisogna cercare di migliorare in altri campi ricchi di incognite. Rivestire l’incarico di responsabile è assolutamente diverso dall’operare come allenatore”. Obiettivo è creare la corretta osmosi fra tattica, didattica e psicologia nelle giovani leve del calcio: “Per quel che concerne la cura dell’aspetto psicologico, il Centro Federale si avvale di una professionista: Sara è bravissima, sempre al nostro fianco; lo staff è completo, integrato nelle sue sfaccettature organizzative, tecniche, mediche- racconta Enrico Chiesa- Quando tutti i tasselli sono incastrati al posto giusto, il meccanismo funziona. La nostra psicologa è attenta, segue sul campo gli allenamenti, verifica ed interviene esclusivamente se dovessi richiederlo io o se dovessimo accorgerci di qualche problematica inerente un bambino: i motivi possono essere svariati, dall’insicurezza o dall’arrabbiatura. Magari i genitori chiedono un incontro, per discutere circa le difficoltà di affiatamento o ambientazione del proprio figlio: noi cerchiamo di interpretare il suo anno al Centro Federale come un’occasione di divertimento, magari un’opportunità per focalizzare le sue inclinazioni, le sue reali aspirazioni per il futuro”. L’analisi si focalizza sulle contraddizioni inerenti i vivai: fucina di atleti promettenti, di successi reiterati nei campionati di categoria, probabilmente non sfruttati in maniera adeguata come serbatoio per le Prime Squadre. Latita ancora la mentalità, la cultura dell’attesa in Italia? “Diciamo che è cambiato il calcio, l’introduzione di giovani atleti stranieri è reciproca con i campionati delle altre nazioni: forse è sottratto qualche spazio, ma gli atleti dotati di talento riescono a ricavare il proprio- commenta l’ex attaccante azzurro-  Credo che tutti i vivai debbano impegnarsi a stimolare l’esordio e l’aggregazione dei protagonisti nella Prima Squadra, per vivere e per “sopravvivere”: gli investimenti sono importanti, le spese aumentano, ed una soluzione valida sarebbe incentivare il potenziale del settore giovanile sia nei tornei professionistici che in quelli dilettantistici, che rappresentano una sezione fondamentale. Confidiamo anche nelle scuole calcio, per il rapporto che possono instaurare coi club di maggiore categoria. Le radici della carriera di un calciatore professionista affondano sempre nel vivaio”. Il passo verso l’ipotesi dell’introduzione in Serie C delle cosiddette “Squadre B”, composte da determinati sodalizi di massima categoria, è breve: “Sono a favore di ogni idea che possa stimolare un rinnovamento- afferma deciso Enrico Chiesa-  Non saprei esprimere a priori una valutazione sull’introduzione delle Squadre B nei campionati inferiori alla serie A: preferirei sperimentare. Mi limito ad auspicare che il progetto possa essere inaugurato e rivelarsi a lungo termine. Non avrebbe senso bloccarlo dopo le prime battute: le squadre B potrebbero rappresentare l’occasione di emergere ai nostri ragazzi italiani. Senza provare, non si possono trarre giudizi”. Curiosità in merito al criterio del turn-over obbligato degli under 20 nelle fila dei sodalizi di LND: “Non lo ritengo un limite o una forzatura. Una società deve fidarsi e schierare i ragazzi anche in contesti agonistici più accesi, come in LND. E deve coltivarli in casa propria, considerata la reticenza di molti club a mettere sul mercati i pezzi pregiati dei propri vivai- esamina il responsabile del Centro Federale- E’ un processo lungo: dai sodalizi dilettantistici i calciatori validi possono emigrare, ma intanto si sono poste le basi per un lavoro di struttura redditizio. Lo scambio può diventare vicendevole, quando un settore giovanile cresce e programma”. Dopo un ventennio, la Nazionale Femminile di Calcio dell’Italia parteciperà al Mondiale, in programma in Francia: decisivo il sonoro 3-0 rifilato al Portogallo. “Sono felicissimo- esclama Enrico Chiesa- La mancata qualificazione della Nazionale azzurra ai Mondiali di Russia rappresenta il passato, ormai: dobbiamo pensare al presente e costruire adeguatamente il futuro. Per quanto riguarda il movimento femminile, sta crescendo, negli ultimi anni è stato incrementato il potenziale: ne sono io testimone, al Centro Federale annoveriamo venti ragazze che si allenano. Sicuramente, la Nazionale delle donne che vince 3-0 contro il Portogallo è un bel segnale per tutto il settore calcistico nostrano. Molte società di serie A e professionistiche constano di una squadra femminile: mi auguro sia l’incipit di un percorso originale e proficuo. Molti i fattori condizionanti, che possono rallentare la crescita, ma ritengo che il traguardo possa essere raggiunto con la corretta razionalità e con la programmazione”. Le metamorfosi del calcio, tra evoluzioni e depressioni, inducono a riflettere: “E’ cambiato tanto, soprattutto negli ultimi vent’anni. Si è trasformata la preparazione, è mutato il modo di pensare e di affrontare le partite. La tecnologia ha contribuito al cambiamento, anche nell’analisi dell’avversario- commenta l’ex centravanti- Per i ragazzi, soprattutto influisce il “fatto sociale”: prima si arrivava con maggiore difficoltà ad apprendere una notizia, adesso gli stessi aggiornamenti sono in diretta. Il ragazzo non prova più l’emozione di attendere la notizia stessa, ma la acquisisce nel suo stesso svolgimento”. “Bisogna stare molto attenti: io credo che per la crescita di un ragazzo, dall’infanzia sino alla prima adolescenza dei tredici, quattordici anni, il fattore fondamentale sia la comunicazione coi propri genitori. Non solo-aggiunge- è basilare il dialogo fra le famiglie e gli allenatori delle società di pertinenza. E’ la genesi di una carriera disciplinata: l’aspirante calciatore non deve solo esprimere la propria passione sul rettangolo di gioco, ma anche assumere atteggiamenti educati al di fuori dal campo”. All’epoca, nemmeno troppo lontana, delle meraviglie balistiche di Enrico Chiesa, i campioni del calcio erano considerati quasi come entità astratte, divinizzati. Oggi, complice il circo mediatico radicalmente trasformato, gli appassionati (o presunti tali) azzardano turpiloqui e derisioni, scritti e destinati ai “profili ufficiali” di atleti ed allenatori…“Adesso c’è più contatto! Spesso anche i minorenni provocano i tifosi avversari o commentano con insulti le figure di calciatori ed allenatori, avvalendosi dei social media: un atteggiamento sbagliato, che si corregge dagli inizi, dall’obbligo del rispetto delle regole- è concorde l’ex Parma e Fiorentina- Assisto a tantissime partite: mi piace constatare la perfezione, che consiste in due squadre schierate su un rettangolo verde, le quali temprano l’abilità con il pallone fra i piedi. Noto che i genitori vivono le gare spesso in modo esagerato, scatenando anche situazioni inaccettabili, non esemplari. Torniamo a monte: impartire le regole compete alle società di appartenenza dei ragazzi, le quali devono essere propense ad “educare” anche i genitori. E’ comprensibile che essi debbano difendere i proprio figli, ma sempre nei criteri della disciplina e dell’etica”. In materia di cambiamento, discorrere sull’efficacia della VAR al suo debutto nel torneo di massima categoria diventa quasi spontaneo: “I numeri certificano che ci sono stati pro e contro nell’applicazione della nuova tecnologia in campo- è il parere di Chiesa-  Ma la VAR è stata introdotta e bisogna continuare: se noi tutti protagonisti del settore calcistico dovessimo tirarci indietro dinanzi alle prime difficoltà, e dovessimo epurare prematuramente un sistema che è stato sperimentato in pochi mesi, sarebbe una sconfitta. Credo che la VAR vada migliorata, con estrema pazienza: il confronto con i contenti o meno per le decisioni adottate in campo fa parte del gioco, ma è fondamentale il perfezionamento allo studio ed al funzionamento della stessa da parte dei responsabili in campo”.  Memorie e sensazioni, sfide esaltanti, legami intimistici ed istruttivi: l’amarcord dell’Enrico Chiesa predatore dinanzi alla porta corrisponde ad un sincero omaggio rivolto ai suoi numerosi ed autorevoli strateghi. “Ho avuto tantissimi allenatori, tutti bravi. Quando un condottiero è competente e sensibile, qualsiasi calciatore cerca di acquisirne gli aspetti migliori, gli insegnamenti che possono risultare utili al termine della propria carriera agonistica- confida con emozione- Un bagaglio di esperienze dalle quali ho attinto quando ho conseguito il patentino. Anche adesso, nonostante ricopra un ruolo da responsabile, ragiono spesso come un allenatore, soprattutto nel gestire certe situazioni. I miei rapporti con i tecnici delle squadre in cui ho militato sono stati tutti eccellenti. Ho lavorato al cospetto di professionisti come Carlo Ancelotti, Sven Goran Eriksson, Arrigo Sacchi, Cesare Maldini in Nazionale, Gigi Simoni, Giovanni Trapattoni, e rischio di dimenticarne qualcuno…”. Ad evocare l’esaltazione sono gli allori colti nel macrocosmo europeo, con relativo titolo di capocannoniere, nell’annata ’98-’99: “Con Alberto Malesani in panchina, il mio Parma ha conquistato la Coppa Uefa, ricordi indelebili- sorride Enrico Chiesa-  Al tempo, la suddetta competizione era appannaggio dei club italiani: erano gli Anni Novanta, duellavano le cosiddette “Sette Sorelle”, la forza del nostro Paese si manifestava anche sui palcoscenici sportivi europei. Quel Parma è stata l’ultima squadra con cui un tecnico italiano ha trionfato in Europa: le eredità dei protagonisti di quell’impresa resteranno negli annali. Oggi i club concentrano le proprie attenzioni sugli introiti economici garantiti dalla partecipazione in Champions.  Tante dinamiche sono mutate, ma io sono fiducioso: pian piano, con pazienza, si possono ricomporre percorsi vincenti, ragionando con la testa e non con la pancia. Emotivamente, si vorrebbe stravolgere il contesto attuale in maniera immediata. La nostra missione è riportare l’Italia ai livelli alti che le competono”. Essere attaccante negli Anni Novanta.. “ Era dura!!! – esclama ridendo l’ex bomber dei Ducali- Un periodo che pullulava di attaccanti eccellenti: facevo fatica ad andare in Nazionale, l’offerta era abbondante ed esisteva sana competizione. Ho giocato al fianco di colleghi azzurri come Vieri o Inzaghi, ed ho interagito con due campioni argentini come Crespo al Parma e Batistuta alla Fiorentina. Non riesco ad intravedere le mie caratteristiche ed il mio stile in una punta in attività: l’unico che mi assomiglia un po’ nella postura è mio figlio Federico (centrocampista della Fiorentina, ndr)!” Rituale, per un attaccante, la domanda inerente i sigilli realizzati che maggiormente permangono nell’anima: “In finale di Coppa Uefa contro il Marsiglia, il 3-0, al volo! – non ha dubbi, Enrico Chiesa- In Nazionale, il primo gol, realizzato di testa contro il Belgio: una sorta di rarità per me”. Oggetto del desiderio dei sodalizi aristocratici italiani, il bomber originario di Genova non vi è mai approdato; quasi un’anomalia: “Sono andato vicino, a tutte: all’Inter, al Milan, alla Juve- rivela-  Tre occasioni in cui non si è mai concretizzato il passaggio. Non nutro rammarico: in quelle annate, esibirsi a Parma o Firenze era d’identico prestigio. Non mi guardo indietro”. Ma si potrà assistere ad un rinnovato equilibrio di valori, nel massimo campionato? “Credo che tornerà presto, che il gap sarà colmato- è la premonizione di Enrico Chiesa- Un processo che deve essere attuato con pazienza ed in maniera precisa, soprattutto sotto il profilo degli investimenti e degli ingaggi. In Federazione visualizziamo in modo asettico ogni possibile sviluppo”. 

Alessandra Carpino   

MAZZARELLA PRESS OFFICE  
(UFFICIO STAMPA DELLA TERZA EDIZIONE DEL TORNEO NAZIONALE MAR JONIO)

venerdì 8 giugno 2018

III Edizione TORNEO NAZIONALE MAR JONIO

Grande successo per la doppia cerimonia inaugurale svoltasi ieri, giovedì 7 giugno, al Villaggio “Giardini d’Oriente” di Nova Siri. Prologo entusiasmante. La terza edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio esordisce in una magnifica cornice di pubblico, in occasione del doppio appuntamento incastonato nella cerimonia svoltasi durante la serata in programma giovedì 7 giugno, presso il Villaggio Giardini d’Oriente ubicato a Nova Siri. L’evento dedicato alle scuole calcio provenienti da cinque regioni dell’Italia meridionale (Basilicata, Puglia, Campania, Calabria, Sicilia), si svilupperà nell’arco cronologico di quattro giorni, dal 7 al 10 giugno, ed è ospitato dalla regione Basilicata, con kermesse e partite distribuite nelle località di Nova Siri, Policoro, Scanzano Jonico e Montalbano. Missione sinergica del recupero delle dimensioni ludiche, agonistiche e didattiche, quella intrapresa dal Torneo progettato ed organizzato dall’APS “Liberalamente” e dalla F.L. Tornei di Taranto: 70 Società ufficialmente iscritte, ben 199 Squadre partecipanti, a loro volta assegnate a nove categorie che constano di protagonisti nativi dal 2001 al 2012. Un emiciclo policromatico, un autentico caleidoscopio di emozioni, un teatro permeato di vivacità ed ardori genuini: così si presentava l’area adibita allo spettacolo, circondata da pini ed oleandri, in un’atmosfera tipicamente estiva. Una duplice esibizione caratterizzata da numeri strepitosi: le squadre partecipanti hanno sfilato con gli striscioni ufficiali saldamente esposti, i ragazzini sono stati coinvolti in fotografie, cori, sketch. A condurre la serata d’esordio, e pronta alla replica odierna (in programma all’EcoResort di Nova Siri) è stata un’impeccabile Jolanda De Rienzo. La giornalista napoletana, approdata direttamente dall’emittente monotematica SportItalia, ha dimostrato uno splendido carisma, ritmi scanditi, competenza indiscussa della materia, dolcezza verso le piccole leve, oltre che fascino e simpatia che hanno letteralmente sedotto gli spettatori. Ospite d’eccezione e testimonial atteso del Torneo è stato Enrico Chiesa, indimenticato attaccante che, soprattutto nella metà degli anni Novanta, fu autore di 138 reti in Serie A, siglate con le casacche di Parma (club col quale ha conquistato l’ultima Coppa Uefa appannaggio di una società italiana, laureandosi anche capocannoniere della citata competizione europea), di Fiorentina, di Lazio e Sampdoria, fra le altre. Già perno indiscusso del reparto offensivo della Nazionale azzurra, candidato al prestigioso Pallone d’Oro, Enrico Chiesa è risultato perfetto nel suo ruolo di “oratore” al cospetto degli aspiranti campioni. “Sono responsabile tecnico del Centro Federale di Firenze per il settore giovanile- ha dichiarato direttamente sul palco- In seguito, ne sono stati inaugurati altri trentasette, uno anche a Matera. Sto cercando di tramandare la mia esperienza di calciatore in questa nuova mansione, anche se i criteri risultano completamente diversi da quelli che qualificavano il periodo in cui ero in attività”. Un compito che gli è stato affidato dalla Figc nel settembre scorso: “E’ una grande responsabilità- ha ammesso l’ex attaccante- Nel centro federale, annoveriamo più di cento ragazzi, ottanta maschi e venti ragazze le quali, durante la stagione, si allenano insieme coi ragazzi: penso che questa sia una grande soddisfazione, si tratta per loro di una competizione speciale, si mettono alla prova, soprattutto socializzano”. L’immagine del calcio che non discrimina, che confeziona sinergie, che alimenta le speranze in un contesto contraddittorio e di ricostruzione, oscillante fra la brillantezza dei vivai (sfruttati parzialmente) e la dignità da riconquistare a livello internazionale (dopo l’esclusione della compagine azzurra agli imminenti Mondiali sovietici): “ Per noi è un grande traguardo, un percorso originale che speriamo possa durare- ne è sicuro Chiesa- Un altro aspetto curato è quello del dialogo, anche con i genitori: i ragazzi inseriti vantano un’anagrafe di tredici-quattordici anni, un’età molto delicata: non sono più bambini ma nemmeno adulti, attraversano un momento in cui hanno bisogno di aiuto, non solo in campo, laddove magari riescono ad esprimere in modo encomiabile la loro passione, ma soprattutto fuori dal campo”. “ Non è facile, ma il lavoro sinergico dei responsabili del centro federale e delle famiglie viene recepito e stimola al miglioramento- è l’analisi didattica di Enrico Chiesa-. Qualsiasi sport, calcio in primis, deve essere interpretato con grande passione e dedizione. Se poi qualcuno non dovesse farcela, pazienza: l’importante è ripartire dopo le sconfitte oppure i fallimenti. E’ questo il messaggio che io posso offrire, al termine del mio primo anno da responsabile del Centro Federale”. La duplice funzione psicologica e pedagogica nel calcio promette di incentivare talenti nella loro completezza. Enrico Chiesa chiama simbolicamente a raccolta gli allenatori (“devono rispettare anche il ruolo di educatori, sono dapprima istruttori per gli adolescenti”), catechizza sul rispetto del codice etico: “E’ importante interpretare la passione rispettando le regole, non solo nel rettangolo verde ma anche fuori dal campo: si diventa giocatori in qualsiasi categoria, dai dilettanti alla serie C, al massimo professionismo, conducendo una vita corretta nel quotidiano, con l’aiuto dei genitori”. Emblematica l’ascesa di suo figlio Federico, centrocampista della Fiorentina, considerato fra i maggiori talenti emergenti del palcoscenico calcistico nostrano: “Ognuno ha il suo percorso. Faccio molta fatica a parlare di Federico, non perché non voglia, ma perché credo che sia giusto così- ha confidato Enrico Chiesa dal palcoscenico- Credo che per lui non sia stato un cammino facile: molti mormorano che i “figli d’arte” godano di possibilità superiori. Assolutamente no, non crediamo a queste etichette: per arrivare a certi livelli, bisogna sacrificarsi, rinunciare spesso a qualche amico, a qualche serata, a qualche uscita. Tutti i ragazzi desiderano divertirsi nel fine settimana, ma un aspirante calciatore deve essere disposto a condurre una vita sana, alimentarsi bene e cercare di privarsi di qualche cosa che costa fatica in gioventù. Penso che sia necessario al fine di raggiungere anche un piccolo successo. Se un ragazzo è bravo, è animato da passione e dal desiderio di giocare a calcio, penso che sia giusto che ci provi”. E conclude autografando una maglia della Viola appartenuta a Rui Costa (“E’ stato un grande giocatore!”), offerta sul palco da un piccolo protagonista del trofeo ionico. Le evocazioni oniriche all’orgoglio panellenico sono insite nella denominazione attribuita al Torneo: il Mar Jonio allude alla coerenza, alla forza, alla disciplina, alla leale competizione, al rispetto reciproco, alla genesi di ambizioni e speranze, alla consapevolezza del sacrificio e dell’ispirazione. L’origine della nostra terra del Sud, fra storia e mito, cultura e tradizione, arte e natura, è stata ricordata attraverso le parole delle Autorità che hanno accolto l’invito alla cerimonia d’esordio. “Benvenuti in Basilicata e sulla costa ionica lucana, in Magna Grecia!- E’ il messaggio affidato a Roberto Cifarelli, Assessore Regionale con delega allo Sport-Questi sono momenti importanti per voi ragazzi, queste giornate segneranno la vostra vita e la vostra crescita: qui, attraverso tornei così ben organizzati, in cui siete insieme e socializzate, imparerete a conoscere i veri valori dello sport: l’educazione, la competizione, il fair play, il voler bene al prossimo. Mi auguro che vinciate tutti contemporaneamente! Entusiasta anche il trittico di Sindaci intervenuto per l’occasione. Eugenio Lucio Stigliano, Primo Cittadino di Nova Siri, ha elargito auspici: “ In bocca al lupo per tutti i ragazzi. Complimenti per essere qui stasera: credo che sia un traguardo importante. Io sono un tifoso di calcio, sono un amante dello sport: si riassume in una frase, che rimanda all’importanza della partecipazione, del provare a vincere, dell’essere competitivi. La presenza di questi calciatori in erba testimonia i loro valori agonistici: hanno conosciuto la nostra bella realtà di Nova Siri, insieme coi colleghi di Policoro e di Scanzano, quindi il metapontino”. Gli ha fatto eco il “collega” Enrico Mascia, Sindaco di Policoro: “E’ vero che l’importante è partecipare, però se Policoro funziona bene, siamo contenti! E’ una festa dello sport, della gioventù sicuramente, ma anche della Magna Grecia: si richiamano le nostre radici elleniche, attraverso l’intitolazione del Torneo al Mar Jonio. E’ una festa del metapontino e della Basilicata, ma soprattutto per noi, perché ammirare tutti questi ragazzi dona un’emozione forte, dal palco offrono uno spettacolo mozzafiato. Buon divertimento, perché tale deve essere, ed in bocca al lupo a tutte le squadre!” Tutti i rappresentanti delle Istituzioni hanno ricevuto una targa celebrativa della manifestazione calcistica. Raffaello Ripoli, Sindaco di Scanzano, ha commentato in perfetto accordo: “Siamo veramente lieti di ospitare tanta bella gioventù: un plauso eccezionale all’ingegner De Santis ed a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento, agli organizzatori. Un tributo particolare voglio dispensarlo a questi ragazzi ed alle loro famiglie, le quali consentono che i figli coltivino una passione sana per lo sport. E’ importante continuare ad attuare uno stile di vita sano, evitando eccessi dannosi. Bravi davvero, siete sulla strada giusta: continuate così”. Promotore del meccanismo organizzativo, insieme coi fratelli tarantini Francesco e Cosimo Lemma, rispettivamente direttori dell’associazione F.L. Tornei e dell’APS Liberalamente, si è rivelato l’Ingegner Antonello De Santis, presidente di “Italia Jonica”, rete interregionale di imprese turistiche a Policoro: “Una terra meravigliosa, non immaginavamo di arrivare a questi numeri: duemila persone, di cui quattromila ospitate nelle strutture turistiche rappresenta un dato di innegabile rilevanza- ha commentato- E’ la Magna Grecia, qui si svolsero le Olimpiadi, il territorio ha vantato molti campioni nell’epoca antica: qui insegnava Pitagora, qui c’è Matera designata come Capitale della Cultura per il 2019. Sono elementi fondamentali affinché la Basilicata possa avere quella dimensione e quel riconoscimento che merita. Devo ringraziare non solo Mimmo e Francesco per l’impegno, l’organizzazione e la pazienza, ma tutte le istituzioni che hanno messo a disposizione le proprie strutture, tutti gli operatori turistici che hanno contribuito perché la macchina operativa avesse successo. Mi auguro che anche nelle prossime annate il metapontino possa ospitare questo evento”. Momenti esilaranti, all’insegna del puro divertimento sono stati appannaggio di Gabri Gabra, al secolo Daniele Ronchetti, cabarettista genovese in prestito dalle note trasmissioni televisive di “Colorado” e “Zelig”. L’eclettico artista ha improvvisato brani di freestyle, coinvolgendo direttamente sul palco i ragazzini delle scuole calcio. 

Alessandra Carpino 
MAZZARELLA PRESS OFFICE 
(UFFICIO STAMPA DEL TORNEO NAZIONALE MAR JONIO)

martedì 5 giugno 2018

F.L. Tornei, tutto pronto per la Terza Edizione del Torneo Nazionale del Mar Jonio

Sinergia di valori autentici, dall’entusiasmo per lo sport più amato d’Italia, il calcio, interpretato nella sua forma più genuina e ludica, quella affidata ai giovani e talentuosi protagonisti, alla promozione turistica e paesaggistica di una delle Regioni maggiormente sulla cresta dell’onda, sino alla partecipazione di testimonial d’eccezione prodighi ad omaggiare e raccontare gesta e momenti. Il tutto insito in un Evento che suggella orgogliosamente la sua Terza Edizione: il Torneo Nazionale del Mar Jonio, promosso dall’APS “Liberalamente” ed organizzato nelle sue peculiarità tecniche dalla F.L. Tornei. La manifestazione sportiva si svilupperà nell’arco cronologico di quattro giorni, dal 7 al 10 giugno, e sarà ospitata dalla regione Basilicata, con gli appuntamenti distribuiti nelle località di Policoro, Nova Siri, Scanzano Jonico e Montalbano, tutte in provincia della pittoresca città di Matera, prossima Capitale della Cultura. Coinvolgimento incredibile ed adesioni che confluiscono da cinque regioni meridionali: oltre che da Basilicata e Puglia, anche dalla Campania, dalla Calabria e dalla Sicilia. La kermesse, che promette di rinnovarsi, anche quest’anno, come fiore all’occhiello per le esibizioni di calcio giovanile nel Sud Italia, consta di 70 Società ufficialmente iscritte, di ben 199 Squadre partecipanti, a loro volta assegnate a nove categorie attraverso le quali il Torneo stesso si articolerà: Allievi 2001-2002 (calcio a 11), Giovanissimi 2003-2004 (calcio ad 11), Esordienti Età Mista 2005-2006 (calcio a 9), Esordienti 1° Anno 2006 (calcio a 8), Pulcini Età Mista 2007-2008 (calcio a 7), Pulcini 1° Anno 2008 (calcio a 7), Primi Calci 2009 (calcio a 5+1), Primi Calci 2010 (calcio a 5+1), Piccoli Amici 2011-2012 (calcio a 5+1). Tutti i calendari inerenti gli incontri sono stati diramati e sono consultabili sulla pagina ufficiale del F.L Tornei (www.fltornei.it). E’ la stessa denominazione attribuita al Torneo ad evocare storia e mito, cultura e tradizione, arte e seduzione naturalistica: il Mar Jonio allude alla forza, alla coerenza, alle virtù dell’ispirazione magnogreca del nostro Mezzogiorno. Ed è la stessa estasi che sarà mutuata attraverso la sana competizione ed il rispetto reciproco, la genesi di ambizioni e speranze, la consapevolezza del talento e del sacrificio. E’ la missione che attende i giovani protagonisti sul campo, ma che incentiva anche il patrocinio delle Istituzioni locali e regionali della Basilicata: le Autorità preposte, infatti, hanno accettato l’invito alla cerimonia di presentazione dell’evento, in programma giovedì sera presso il Villaggio “Giardini d’Oriente”, ubicato a Nova Siri. Un’occasione importante, da sfruttare sotto il profilo della valorizzazione dell’intero territorio lucano. Emblematica anche la selezione delle strutture che garantiranno servizi idonei e riservatezza ai numerosi ospiti, professionisti dei vari settori coinvolti: massima qualità, valutazione a quattro stelle, villaggi-vacanze dai posti praticamente esauriti. Il prologo della terza edizione del Torneo Nazionale Mar Jonio coincide col doppio appuntamento in programma nella serata di giovedì 7 giugno, dedicata al saluto ed alla presentazioni delle Squadre in gara: madrina e conduttrice sarà Jolanda De Rienzo, famosa giornalista napoletana, che approda direttamente dall’emittente monotematica di SportItalia. Ospite illustre del mondo del calcio e quindi testimonial dell’evento sarà Enrico Chiesa, indimenticato attaccante che, soprattutto nella metà degli anni Novanta, fu autore di 138 reti in Serie A, siglate con le casacche di Parma (club col quale ha conquistato l’ultima Coppa Uefa appannaggio di una società italiana, laureandosi anche capocannoniere della citata competizione europea), di Fiorentina, di Lazio e Sampdoria, fra le altre. Enrico Chiesa ha onorato anche la maglia azzurra della Nazionale fra il 1996 ed il 2001, ed è stato candidato al prestigioso Pallone D’Oro. Allenatore allo stato attuale, è padre di Federico, centrocampista della Fiorentina, considerato fra i maggiori talenti emergenti del palcoscenico calcistico nostrano. Inoltre, a dispensare divertimento e battute esilaranti al pubblico sarà Daniele Ronchetti, in arte Gabri Gabra, artista e cabarettista genovese in prestito dalle note trasmissioni televisive di “Colorado” e “Zelig”. Le numerose partite di calcio, vere “protagoniste” della manifestazione, saranno intervallate anche dalla seconda serata di gala, in cartellone venerdì 8 giugno, stavolta nella cornice del villaggio EcoResort dei Siriti, sempre ubicato a Nova Siri, mentre domenica 10 giugno, al termine delle finali che si svolgeranno in mattinata, avverrà la premiazione delle squadre vincitrici e degli atleti meritevoli. Il coordinamento dell’ufficio stampa e la cura delle pubbliche relazioni del Torneo Nazionale Mar Jonio è stata affidata al Mazzarella Press Office di Taranto. Collaboratore per i servizi di video web dell’intero evento e conduttore della cerimonia d’epilogo sarà invece Matteo Schinaia, giornalista e direttore responsabile di Tutto Sport Taranto.

venerdì 11 maggio 2018

F.L. Tornei, Enrico Chiesa testimonial sportivo della III° Edizione del Torneo dello Ionio

Si disputerà domenica 13 Maggio in quel di Locorotondo la prima edizione del torneo Enjoy Football 2018. L'evento si disputerà congiuntamente ed in contemporanea su tre campi di gioco distinti: il Centro Sportivo Sportlandia, il Centro Sportivo Lorusso ed e lo Stadio Comunale di Locorotondo. Organizzato dall'ASD Sportlandia, con la collaborazione tecnica della F.L. Tornei, parteciperanno alla prima edizione del torneo Enjoy Football 2018 circa quaranta formazioni provenienti da tutta la Puglia e dalla Basilicata. Le categorie partecipanti saranno invece: Esordienti età mista 2005/06 calcio a 9, Pulcini età mista 2007/08 calcio a 7, Pulcini 1°anno 2008 calcio a 7, Primi Calci 2009 calcio a 5+1 e Primi Calci 2010/11 calcio a 5+1. Il tassello più importante nel frattempo, si aggiunge all'organizzazione della terza edizione del Torneo dello Ionio, il più grande evento del sud dedicato al calcio giovanile. Enrico Chiesa ex calciatore di Parma, Lazio, Fiorentina e Sampdoria, sarà il testimonial sportivo del Torneo dello Ionio. Genovese classe 1970 di ruolo attaccante con 138 reti complessive realizzate nella massima serie, Enrico Chiesa ha vinto con la maglia del Parma una Coppa Italia ed una Coppa UEFA nel 1999, divenendo capocannoniere della manifestazione europea, successivamente ha vinto la sua seconda Coppa Italia con la Fiorentina della stagione 2000/01. Padre dell'attuale calciatore della Fiorentina Federico Chiesa, ha disputato con la Nazionale Italiana i Mondiali del 1998 in Francia e l'Europeo del 1996 collezionando in totale con la maglia azzurra 17 presenze con 7 reti. Nelle stagioni 1996 e 1997 è stato tra i candidati al Pallone d'Oro. L'evento si disputerà tra il 7 ed il 10 di giungo tra Scanzano, Policoro e Nova Siri. La cerimonia di inaugurazione è prevista giovedì 7 giugno presso il Villaggio Turistico Giardini d'Oriente situato in quel di Nova Siri e sarà replicato il giorno successivo presso l'Eco Resort Dei Siriti, situato nel medesimo comune. La cerimonia di inaugurazione sarà presentata dalla nota giornalista di SporItalia Jolanda De Rienzo, che sarà coadiuvata dal comico di Colorado Gabri Gabra.

lunedì 30 aprile 2018

F.L. Tornei, al vita la prima edizione del Torneo "Taranto Città Due Mari"

E' iniziata la prima edizione del torneo nazionale "TARANTO CITTA' DUE MARI", evento di calcio giovanile in programma nel capoluogo jonico dal 30 aprile all'1 maggio organizzato dalla ASD GIOVANI CRYOS con la collaborazione tecnica di F.L. TORNEI.

Numeri impressionanti per questo torneo che rendono le aspettative ancora più importanti:
- 94 le squadre complessivamente iscritte nelle 7 categorie in cui è articolato il torneo
-49 le società partecipanti provenienti da ben 5 regioni diverse (Puglia, Lazio, Campania, Basilicata e Calabria)
-2 i centri sportivi in cui si giocherà il torneo, ovvero il Vivisport e l'Olympiakos Club, tutti con campi in erba sintetica di ultima generazione.

Sul sito www.fltornei.it sono presenti tutti i calendari ed i programmi per ciascuna categoria

martedì 10 aprile 2018

SirJoe Project, in uscita l'album di debutto "Letze Baum"

E' arrivato il momento dell'album di debuto per i SirJoe Project, band nata da un'idea di Sergio Casamassima, già chitarrista dei Presence, gruppo prog metal partenopeo di culto, attivi dal 1992 con sette album all'attivo. Letze Baum è il titolo del disco,  si tratta di un concept album ispirato da una frase letta in passato dall'artista: "Quando l'ultimo albero sarà stato abbattuto, l'ultimo fiume avvelenato, l'ultimo pesce pescato, l'ultimo animale libero ucciso. Vi accorgerete... che non si può mangiare il denaro.” La tematica della storia, narra del continuo conflitto tra l'avidità del genere umano e la natura che giorno dopo giorno viene spazzata via. Da un punto di vista prettamente musicale, ascoltando i brani si avverte questo conflitto anche attraverso gli strumenti, parliamo di chitarra, basso, loop in stile industrial e batteria, con suoni molto duri, violenti, in contrapposizione a sonorità di tastiere versatili in stile World Music/New Age, con inserimenti di voci etniche campionate. Le parti vocali inoltre, spaziano verso vari stili, dal rock tradizionale al metal, da parti liriche ad inserimenti in stile growl. Questo mix suscita curiosità prima, interesse dopo e guida l'ascoltatore in un viaggio inquietante, a tratti claustrofobico ma dal risvolto ottimistico. Malgrado si tratti di progressive (con lo sviluppo di varie parti e svariati cambi di tempo) il concept “scorre” gradevolmente grazie anche ad una linea melodica "accattivante". I SirJoe Project fanno attualmente parte del roster della Irukandji Booking Live Promotion che si occuperà di tutti gli aspetti che riguardanti il managment e la promozione del disco con l'ulteriore supporto del Mazzarella Press Office che curerà i rapporti con i media.  Letze Baum è disponibile su tutte le piattaforme digitali ed in formato fisico.

Al seguente link è possibile trovare il trailer dell'album:

giovedì 5 aprile 2018

F.L. Tornei, Chevanton: “Mi piace molto lavorare con i ragazzi, ritengo che con la mia esperienza possano imparare tanto”

Domenica 8 Aprile si disputerà il prestigioso torneo di calcio giovanile Heffort Cup 2018,  presso il Centro Sportivo Heffort di Parabita (LE). Il torneo vedrà la partecipazione  di ben 34 squadre provenienti da tutta la Puglia. Le categorie protagoniste saranno Esordienti Misti 2005/06 Calcio a 11, Pulcini Misti 2007/08 Calcio a 5+1, Primi Calci 2009/10 Calcio a 5+1. Ci ha presentato la manifestazione l'ex bomber del Lecce, la punta uruguaiana Ernesto Chevanton tra gli istruttori della scuola calcio Soccer Dream 2000 presente nel Centro Sportivo Heffort Sport Village:

Ciao Ernesto, puoi presentarci la Heffort Cup 2018 che si svolgerà il prossimo 25 Febbraio?

Sarà il primo torneo che si realizzerà all'interno degli impianti del Centro Sportivo Heffort Sport Village, dove ha sede la nostra scuola calcio. Sarà un torneo ricco di squadre, dove prenderanno parte tantissimi bambini. E' una struttura di altissimo livello ed è l'ideale per far crescere i bambini ed inserirli nel mondo del calcio. La cosa che mi preme maggiormente, è che questi bambini possano divertirsi. 

Ci puoi presentare gli impianti del Centro Sportivo Heffort Sport Village?

Come dicevo precedentemente, la struttura contiene degli impianti di un livello notevole. Siamo diventati centro Federale Italiano ed è un riconoscimento elevato. E' ovviamente tutto privatizzato e direi che in giro non ci sono altri impianti simili se ci soffermiamo sulla qualità.

Sei stato un grande calciatore ed hai calcato dei campi importanti. Quale ritieni sia il ricordo più bello?

Ne ho davvero tanti onestamente di ricordi. Ora cerco di insegnare tutto ai ragazzi, cercando di far capire loro che devono sempre crederci e lavorare seriamente. Sono fattori determinanti nel mondo del calcio. Soprattutto devono abituarsi al sacrificio ed imparare quei valori che nella società attuale ritengo che complessivamente si siano persi. 

Il gol più bello in carriera lo ricordi?

Credo di averlo fatto a Bari nel derby del 2002. Ritengo che sia uno dei gol più belli fatti in carriera, soprattutto con la maglia del Lecce. 

Perché un calciatore come Ernesto Chevanton decide di lavorare con i bambini?

I mi ritengo un allenatore e credo di essere anche giovane ancora. Come tanti miei colleghi ambisco ad arrivare anche io in Serie A ad allenare, ma credo che prima di ciò sia giusto iniziare ad allenare i bambini e farsi le ossa nei settori giovanili. A me piace molto lavorare con i ragazzi, ritengo che con la mia esperienza possano imparare tanto. 

Se ci soffermiamo sui valori, cosa vuoi insegnare per prima cosa ai bambini?

Il rispetto nei confronti del prossimo e soprattutto verso i propri compagni di squadra. 

Secret Sphere e Vanexa, live in teatro il 4 Maggio!

La Black Widow Records e la Cornucopia Agency sono liete di annunciare un evento speciale portando tre bands Heavy Metal  sul palco del prestigioso Teatro Govi di Bolzaneto.
L’Heavy Metal a teatro può forse sembrare una forzatura ma siamo certi che l’esperimento riuscirà perché il materiale che presenteremo è di altisismo livello infatti si esibiranno nell’ordine:
I BLUE DAWN, band genovese giunta al terzo album, promosso e distribuito, come per i precedenti, dalla Black Widow Records.
Il disco s’intitola “Edge of Chaos” e segna una netta crescita dal punto di vista tecnico e della personalità infatti la band appare più sicura e padrona del proprio souind pur senza rinunciare alle loro influenza riscontrabili nei Celtic Frost, Type’O’Negative e Black Sabbath.
Seguiranno i savonesi VANEXA,  maestri indiscussi dell’ Heavy Metal ligure ed una delle prima band italiane a portare il metallo pesante nelle nostra penisola.
L’ultimo album “ Too Heavy to Fly” ha riscosso notevolissimi consensi in tutto il mondo  dimostrando che la classe e la coerenza contano ancora molto.
La band eseguirà i loro pezzi classici, brani tratti dall’ultimo album e magari ci farà la sorpresa di presentare in anteprima qualche nuova composizione che finirà nel prossimo lavoro al quale questi ragazzi stanno già lavorando.
In chiusura arrivano a Genova i piemontesi SECRET SPHERE, reduci da una serie di entusiasmanti concerti in Giappone  dove hanno un seguito di fans scatenati e fedelissimi.  
Il loro sound è un power-metal molto sinfonico dalle influenze progressive.
L’ultimo album “The Nature of Time” è un concept album molto particolare che narra una storia realmente accaduta ad una ragazzina che dopo un tragico incidente ha la possibilità di fare un vero viaggio spirituale.
Musicalmente il lavoro ricalca i classici schemi tipici del gruppo ma se possibile si avvicina ulteriormente al progressive rock e questo non potrà che fare piacere ai cultori del genere.
Grande prestazione vocale dell’ormai affermatissimo Michele Luppi che da qualche anno fà parte dei Whitesnake in veste di tastierista e corista. Tutti i componenti della band si esprimono ad alti livelli ma una nota di rilievo và sicuramente al chitarrista Aldo Lonobile
(anche nei DEATH SS) autore di quasi tutte le musiche. 
Quindi avrete capito che l’appuntamento è di quelli da non perdere assolutamente.
Vi aspettiamo al Teatro Govi.
ROCK ON.

Inizio concerto ore 20,30.
Prezzo biglietti-15 €

Per informazioni ed acquisto biglietti:
TEATRO GOVI
Via Pasquale Pastorino, 23r
Genova
010 740 4707
Oppure
Black Widow Records
Via del Campo, 6 r
16124 Genova
Tel. 010 2461708