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Giornale Metal

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mercoledì 22 marzo 2017

Electric Swan, in uscita due singoli ed un videoclip

Grande fermento in casa Electric Swan. La band sotto contratto con la Black Widow Records di Genova, anticiperà l'uscita del nuovo album in studio, mettendo a disposizione su tutti i maggiori store digitali due singoli. Si tratta dei brani Cry Your Eyes Out e Face To Face. La data di uscita è stata fissata per il prossimo 27 di Marzo. Per lo stesso giorno, sarà disponibile direttamente sul canale Youtube della Black Widow Records, il video del brano Cry Your Eyes Out. Ufficiale anche il titolo del nuovo album che sarà Windblown, la cui data di uscita è stata fissata per il prossimo 6 Maggio.   

Alfredo Gargaro, disponibile il video del brano Various

Prosegue senza sosta il successo del primo disco solista di Afredo Gargaro, guitar hero dedito ad un pregevole hard and heavy iper tecnico, dal titolo Various edito da Sliptrick Records. Nel contempo, è stato reso disponibile sul canale youtube dell'etichetta discografica, il video della title-track, Various appunto, che sintetizza in modo pregevole tutti quelli che sono i contenuti complessivi del disco e ci mostra l'artista in forma smagliante. 

Il video è visibile al seguente indirizzo web: 

Nel contempo Alfredo Gargaro prosegue anche la sua serie di date live a supporto di Various. Il 31 Marzo sarà infatti di scena al Contestaccio di Roma, supportato dei Game Zero che apriranno la serata. Il 28 aprile prossimo invece, Alfredo Gargaro supporterà lo show live di Pino Scotto presso il Jailbreack di Roma.

Maghi di Ozzy, serie di appuntamenti live a supporto di Ho Perso l'Eden

Prosegue l'intensa attività dal vivo dei Maghi di Ozzy a supporto del proprio disco d'esordio dal titolo Ho Perso l'Eden, un lavoro che sta raccogliendo un folto numero di consensi tra pubblico e critica. La band toscana, sarà di scena 23 di Marzo in quel di Siena presso lo Skilè Music Bar. Mentre per il prossimo 14 di Aprile è stato fissato un appuntamento imperdibile. I Maghi di Ozzy infatti si esibiranno dal vivo presso l'Hard Rock Cafe di Firenze, per uno show che si preannuncia sensazionale! Nel mese di Maggio, precisamente giorno 11, sarà da non perdere lo show al Cacio e Pere di Siena, successivamente il 27 si esibirà al Rock Heat di Arezzo con diretta su Radio Effe. Ufficiale la presenza dei Maghi di Ozzy nel primo week-end di Settembre all'Home Festival di Treviso.

sabato 18 marzo 2017

PRESENCE - Intervista alla Band


Venticinque anni di carriera per una band è certamente il raggiungimento di traguardo molto importante. Masters and Following è il modo migliore per festeggiare la vostra storia. Potete presentarci il concept del disco? Quali sono le sue peculiarità?

In origine doveva essere  pubblicato solo il live, proprio per 'celebrare'  i venti anni di attività, ma intanto avevamo accumulato molti brani nuovi e pensammo di realizzarli, così invece dei venti abbiamo festeggiato i venticinque anni...L'idea di fondo del nuovo album è  quella di raccontare, dal punto di vista estetico principalmente,quella che è la deriva delle società attuali,come l'assenza di progettualità e di finalità ultime, insieme alla totale improvvisazione delle classi dirigenti 

Masters and Following si presenta come un lavoro doppio. Se nel primo cd sono tutti brani inediti salvo tre covers il secondo cd vede la band in versione live. Perché questa scelta?

L'intenzione era quella di realizzare un lavoro il più completo possibile,che racchiudesse gli aspetti principali di tutto il nostro percorso,quella live è una componente importante  nella linea della band 


Quanto è quindi importante la dimensione live per i Precence? Potete soffermarvi sulla seconda parte del cd live? Ovvero sulla parte orchestrale? Quanto è stato importante questo aspetto per la vostra musica?

Contrariamente a quello che si può pensare i Presence sono una live band, ci divertiamo molto quando suoniamo insieme,anche se non è semplice organizzare i nostri concerti, abbiamo diverse esigenze tecniche, comunque è un aspetto imprescindibile per noi. In 'The sleeper awakes', abbiamo collaborato con l'orchestra  del teatro San Carlo,e fu un'esperienza unica...Comunque i riferimenti orchestrali, operistici e sinfonici sono sempre stati presenti nella nostra musica,fin dall'inizio

La cover di Masters and Following si presenta particolarmente crepuscolare. Come si ricollega al concept del disco? Chi si è occupato dell'artwork e come si è rapportato alla vostre idee di base? 

Ci piace pensare che la villa antica e fatiscente della cover potrebbe essere una rappresentazione dell'arte allo stato attuale...E'stata realizzata da Maru Maratesta, ottima 'painter' che ha colto perfettamente il senso dell'album...La Black Widow Records è stata molto acuta nel farci incontrare

Masters and Following è un lavoro molto intenso ed ispirato, dai connotati profondi, ma anche molto tecnico. Come si differenzia rispetto a due precedenti album di assoluto valore come possono essere Evil Rose o addirittura Gold?

Sono tutte epoche diverse...'Gold' lo realizzammo nel 2001,era un mondo completamente diverso...Ad ispirare quel lavoro fu un racconto del 1932,'Il pianeta delle streghe'di Virginia Stait,ed è molto incentrato sulle armonie,da un punto di vista puramente tecnico...'Evil rose',del 2008,è un album più  teatrale, specialmente nella suite .Fu la prima volta in cui inserimmo delle covers,ma ci sono anche brani molto intensi come 'Orphic' o 'Cassandra'. E'passato un pò di tempo e naturalmente 'Masters and following' rappresenta quello che i Presence sono oggi... Il nostro sound è consolidato ,anche se è un album che guarda a tutto il nostro percorso, musicale e di vita 


Come invece può essere rapportato un lavoro storico come Black Opera a questo disco? Quanto sono cambiati i Presence se rapportati all'istantanea di quell'album? Parliamo se non erro del 1994.

'Black opera' ci ha dato molte soddisfazioni,un album di difficile realizzazione, ma era  una situazione completamente diversa,sicuramente un punto di svolta....Oggi siamo persone diverse,con  anni di vissuto in più, anche musicalmente parlando.E'un album molto intenso con grandi pezzi,e poi la fantastica esperienza di suonare alcune pagine di Giuseppe Verdi...Sono sicuramente cambiati i modi di realizzare musica in questi anni,anche l' approccio creativo è diverso.... C' è una grande differenza emotiva fra i due lavori

La forza dei Presence è certamente quella di godere di una fortissima personalità che li differenzia dalle varie band che formano il settore del rock progressivo. Ma potreste indicare quelli che oggi per voi possono rappresentare dei punti di riferimento? 

Dopo i grandi fasti degli anni '70,quando il progressive dominava la scena musicale con albums tripli in cima alle classifiche di tutto il mondo,lavori con orchestra, composizioni lunghissime e grandissimi musicisti al top dell'ispirazione...tutto questo tecnicismo e perfezionismo ,forse autocompiacente, allontanò le bands dal pubblico... Sembrava tutto troppo, si ingigantiva e si complicava ad ogni concerto,in ogni disco...tuttavia questa smisurata libertà artistica ha dato vita al decennio  probabilmente più interessante del '900.Poi,come spesso succede, ci fu un rigetto che sfociò nel punk prima  e nella new wave poi ,in un certo senso un ritorno al minimalismo...Quella idea,di portare al massimo la libertà espressiva,è stata comunque un nostro punto di riferimento centrale 


L'abilità tecnica, con l'aspetto compositivo e l'ispirazione, sono degli aspetti che vanno secondo voi di pari passo in fase di composizione ed esecuzione dei brani, oppure prescindono l'uno dall'altro? 

Nella scrittura di un brano tendiamo a non perdere il'filo',che è un rischio costante quando suoni brani molto 'strutturati'...poi cerchiamo di far scorrere la musica,mettendoci quello che 'sentiamo', battuta per battuta...La tecnica è una cosa necessaria per ogni musicista,la mancanza può diventare un limite creativo ,principalmente in fase di creazione...

Perché la scelta di coverizzare gli Audience, ma soprattutto i Judas Priest che sono una band nettamente distante dal vostro genere? 

Gli Audience hanno anticipato molte delle atmosfere che sarebbero venute poi...I Judas Priest,insieme agli Iron Maiden ,hanno tenuto alto il 'range'del rock a quel tempo,quando  giganti come Zeppelin,Deep Purple  o Grand Funk si fermarono... I nostri primi tre lavori,'The shadowing','Makumba' e 'The sleeper awakes'sono molto vicini all'heavy metal...Abbiamo sempre pensato ai Presence come una rock band...Anche la cover degli Sparks,che abbiamo inserito in 'Masters and following', mette in risalto l'aspetto del glam rock,che è stato un pilastro nell'evoluzione musicale e di immagine degli  anni '80 e'90 


Ad un primo impatto ascoltando il disco, l'impressione è che Masters and Following paradossalmente illumina il vostro aspetto più oscuro, ma anche più interiore. Siete concordi con questo concetto? 

E' insita nell'album una profonda riflessione diciamo sociopolitica,che deriva comunque dallo stato d'animo attuale,che ci circonda...certo sono tempi complessi e noi abbiamo cercato di raffigurare in musica quello che ci sembrava di percepire

Se brani come Scarlet o The Dark sono ormai dei classici del gruppo, quali brani di  Masters and Following hanno secondo voi la forza di diventare i nuovi classici dei Presence? 

'Collision course' , 'On the eastern side' o 'Deliver' sono molto esplicativi per quanto concerne l'intero concetto dell'album,ma  sicuramente 'Masters and following' è a pieno titolo uno dei brani che meglio rappresenta quello che è la musica dei Presence.

Maurizio Mazzarella

venerdì 17 marzo 2017

BASTIAN - Intervista alla Band


Recentemente è uscito l’ultimo disco in studio dei Bastian. Come è stata studiata la stesura di questo lavoro?

La stesura dell’album è stata fatta più o meno sulla stessa linea dei precedenti lavori. Una volta registrate le parti di chitarra, ho inviato i files negli States dove lo storico batterista Vinny Appice ha registrato le parti di batteria per quasi tutti i brani. Infatti troverete nell’album anche “the monster dramme” Thomas Lang nel brano hard rock funk  “Moth Woman” ed il siciliano Stefano Ruscica nella ballad  “Jasmine & Sebastien”, di cui ho poi realizzato anche il video. Segue la stesura con la registrazione del basso da parte del sempre presente Corrado Giardina e del bravissimo cantante svedese di origine greca Apollo Papathanasio che chiuderà in parte le registrazioni. Dico in parte, perché a differenza dei precedenti  lavori, in quest’ultimo album sono presenti anche parecchie tastiere in stile vintage registrate dal catanese Marco Garro.

A cosa ti ispiri quando componi un tuo pezzo? 

Metto semplicemente le mani sulla tastiera della mia chitarra, ed inizio a suonare. Quando sento uscire qualcosa d’interessante inizio a lavorarci su creando lo scheletro del brano. Da li in poi il gioco è fatto. Una volta registrate le chitarre, scelgo il tema del testo in base a cosa mi trasmette la musica. Di solito i miei brani parlano di sogni ed antichi ricordi. Ma non mancano le dediche a personaggi che hanno influenzato molto il mio modo di essere. 


Ci parli dei numerosi ospiti presenti nel disco? 

Avevo già lavorato con Vinny Appice nel disco di debutto della band “Among my Giants”.  In base al sound dei  brani di questo lavoro, preferivo un batterista più “old school”, dal tocco particolare e pesante. Chi meglio di Vinny?? Apollo Papathanasio è stato sempre uno dei miei cantanti preferiti, per la sua timbrica hard rock graffiante, ma melodica nello stesso tempo. Mi ricordava molto David Coverdale dei tempi d’oro. Una scelta azzeccata per il lavoro che volevo realizzare. Nell’album è presente anche Tracey Amos, una delle due ex coriste dei Guns and Roses del mega tour Use You Illusion. 

Quali sono le tue maggiori influenze sia da un punto di vista compositivo che squisitamente chitarristico?

Dal punto di vista compositivo mi faccio guidare dal mio istinto. Posso registrare e comporre un intero album hard rock come questo, ma nello stesso tempo posso far uscire un album metal old school in seguito. Tutto sta da come mi senta musicalmente in quel preciso momento e che tipo di musica voglio ascoltare.

Come si è articolata la tua formazione da musicista?

Niente di particolare……Ho iniziato nelle cover band, come credo un po’ tutti, poi ho cercato di studiare un po’ la tecnica dei miei idoli, mischiandola con quello che era mio. Infatti nelle serate dal vivo con le cover band amavo mettere del mio nel brano che stavo eseguendo. Personalizzarlo, piuttosto che suonare una copia esatta della canzone originale. Questo ha contribuito a farmi sperimentare anche se oggi nella chitarra non c’è più niente da scoprire. 


Quali sono i tuoi chitarristi preferiti?

I chitarristi che mi hanno maggiormente influenzato sono Zakk Wylde, Tony Iommi, Ritchie Blackmore, Jimmy Page. Ma nello stesso tempo i chitarristi blues come Vaughan, Winter, Clapton

Quale brano di  questo disco pensi ti abbia impegnato di più da un punto di vista chitarristico e quale oggi ti da soddisfazione quando l’ascolti?

Sembrerebbe strano, ma spesso le ballad ti impegnano di più di un classico brano hard rock o metal che sia. Le parti melodiche e ritmiche delle chitarre pulite hanno bisogno di essere bene articolate ed incastrate fra di esse. Credo che non ci sia un brano che mi abbia impegnato di più rispetto ad un altro, ma “Midsummer night’s dream”, la traccia numero due dell’album mi piace molto.

Quali pensi siano le differenze tra principali tra il tuo ultimo disco ed i suoi predecessori rapportate al tuo strumento?

Quest’ultimo disco è decisamente più hard rock rispetto ai due precedenti lavori. Anche nella scelta dei musicisti. E non solo. Dal punto di vista strutturale delle canzoni, dalla loro composizione ed arrangiamenti, dalla scelta degli strumenti e degli amplificatori. Un disco leggermente più soft rispetto al metallo classico dei suoi fratelli più grandi. 

Quale musicisti vorresti sul tuo prossimo disco? 

Sto già lavorando al quarto album. A parte il cantante la scelta dei musicisti è stata già fatta. Ma per adesso voglio lasciarla segreta….. (ride n.d.a.) 


Ti piacerebbe fare un live con tutti questi ospiti presenti nel disco? Credi sia fattibile come cosa? 

Certo che mi piacerebbe suonare dal vivo con tutti i musicisti dell’album. Sarebbe fantastico. Ma so che è una cosa molto difficile. Primo, per le enormi distanze che ci separano e secondo per i vari impegni musicali che ognuno di essi ha. Ma mai perdere le speranze. Chissà???….Magari a breve ci vedrete suonare tutti insieme. (ride n.d.a.)

Maurizio Mazzarella

giovedì 16 marzo 2017

Tytus, arriva il tour europeo a supporto di "Rises"

Importanti novità in casa Tytus. La band italiana, reduce dal brillante successo dell'album d'esordio Rises, uscito lo scorso ottobre edito da Sliptrick Records, intraprenderà nel mese di aprile un importante tour con date live che toccheranno otto tra le località più calde nell'est e nel nord dell'Europa. Si partirà il 21 di Aprile a Schio in provincia di Vicenza, per poi attraversare città come Vienna, Praga e Monaco di Baviera. Il tutto per una serie di show dove la parola d'ordine "sarà metallo a tutto volume"!

venerdì 10 marzo 2017

Paolo Baltaro, disponibile il video del nuovo singolo Do It Again (electric version)

Prosegue senza sosta il successo del nuovo lavoro in studio del polistrumentista Paolo Baltaro dal titolo The Day After The Night Before. Dopo i buoni riscontri raccolti dai singoli Bike e Goodnight, è stato diffuso dalla Banksville Records, label produttrice del disco, il video del nuovo singolo Do It Again in versione elettrica, nel disco è infatti presente anche una versione acustica. Il brano è ovviamente disponibile in tutte le piattaforme digitali, mentre il video è visibile su Youtube al seguente link:


Si ricorda che anche tutto l'album The Day After The Night Before è disponibile in versione digitale e che inoltre sul sito www.paolobaltaro.com è possibile acquistare a prezzo speciale l'edizione CD+Vinile da collezione.

Parris Hyde, il nuovo chitarrista è Paul Crow

Dopo la separazione dal precedente chitarrista, i Parris Hyde ufficializzano l'arrivo di una nuova ascia metal all'interno del gruppo. Queste le prime dichiarazioni della band: 

“I PARRIS HYDE comunicano che il nuovo chitarrista della band è lo shredder PAUL CROW, chitarrista veloce e versatile nel pieno stile metal che contraddistingue il sound del gruppo.”

Per mostrare le doti tecniche di Paul Crow, i Parris Hyde hanno postato sulla propria pagina ufficiale di Facebook un video di presentazione del neo arrivato: 

THE MUGSHOTS - Something Weird

Black Widow
Che cos'è il genio? È fantasia, intuizione, decisione e velocità d'esecuzione. Questa la frase celebre di un noto fil della commedia italiana, ovvero Amici Miei di Mario Monicelli. Ma è una frase se pur semplice, talmente forte, che sintetizza in modo perfetto la musica dei The Mugshots, un gruppo ormai ben affermato che già con Love, Lust And Revenge aveva mostrato tracce di genio e talento puro. Something Weird ha però qualcosa in più. I The Mugshots mostrano una preparazione tecnica fuori dal comune, aspetto che influisce nel loro progressive rock riconducibile per certi versi ai Marillion o ai Genesis della Gabriel era, con palpabile tracce di horror rock, dove è nei Death SS la matrice di riferimento, non a caso in Stream Again figura come guest un certo Steve Sylvester. E' infatti cosa di non poco conto la presenza di tanti e diversi ospiti in questo album. Freddy Delirio, Andrea Calzoni, Manuel Merigo, Tony Dolan, sono tutti musicisti di grosso calibro, ma quello che colpisce maggiormente è in assoluto Enrico Ruggeri, che con la sua voce rende unico Sentymento, facendo tornare alla mente quell'artista che nei Decibel iniziava a mettersi in gioco, con occhiali scuri e voce di velluto. Il crepuscolare Introitus, introduce The Circus, una via di mezzo tra la fine degli anni settanta e la nuova sperimentazione, con grandi riff di chitarra e melodie attrattive, oltre ad un gran ritornello che ti fa staccare dalla sedia per seguire il ritmo del brano. La medesima atmosfera regna sovrana anche in Rain, che nasconde anche una sottile malinconia, fusa con la voglia dei The Mugshots di sperimentare e provare nuove soluzioni.

I Am An Eye incute timore, paura, riflessione e tracce di sofferenza. Un pezzo dai connotati horror dove fa da padrone la presenza di un ospite di spessore come Freddy Delirio che esplode in trame di prog anni settanta nel suo percorso. An Embalsemer Lullaby Pt.2 per certi aspetti può sembrare un tributo casuale ai The Cure e spiazza tra momenti di puro rock ad altri straordinariamente poetici. Il copione però muta in Ophis componimento più duro e colmo di grandi riff. Si aprono a seguire le porte di Sentymento probabilmente il momento più alto del disco grazie ad un estatico incrocio di voci e chitarre. Altro momento stupefacente di grande spessore è Scream Again, un brano di sano heavy metal dove spicca la prestazione di un Steve Sylvester in gran spolvero. Nella parte finale di Something Weird si riscoprono le tradizioni del progressive rock con Grey Obsession, canzone dall'atmosfera orientale, che vede le apparizioni di Matt Malley, Martin Grice e Mike Browing. Momenti di pura passione giungono con Dusk Patrol, ottima nella sua struttura e nell'arrangiamento ed impreziosita da un grande Tony Dolan, poi è il momento di Pain, uno dei momenti più accessibili ed anche orecchiabili, dove calza a pennello Manuel Merigo come ospite. La voglia di sperimentare e di innovare, sono caratteristiche che rendono unico il sound dei The Mugshot, che chiudono questa opera d'arte con Ubique, ben suonata e coinvolgente nel proprio insieme. Something Weird è prodotto valido, che mostra una band dotata di grande personalità e pronta per spiccare il grande salto anche a livello internazionale.

Maurizio Mazzarella

Perpetual Fire, in diretta su Linea Rock il 9 maggio

I Perpetual Fire saranno ospiti di Linea Rock, programma a cura di Marco Garavelli su Radio Lombardia, il prossimo 9 maggio. La band che a breve uscirà con un nuovo disco in studio, sarà in scena dal vivo il 12 dello stesso mese.