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Giornale Metal

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lunedì 23 gennaio 2017

Rossometile, disponibile il brano "La Fenice" in versione inglese

Piccola perla in casa Rossometile. La band di origine campana, reduce dal brillante successo di Alchemica, ha deciso di sperimentare. Come noto i componimenti dei Rossometile sono tutti in italiano, ma per il brano che più ha riscosso successo, Rosario Reina e compagni  hanno deciso di rendere la canzone maggiormente fruibile a livello internazionale. Così è nata The Phoenix, ovvero la versione completamente in lingua inglese de La Fenice. Il brano è fruibile al momento su Youtube con un lyric video.  

Link The Phoenix:

sabato 21 gennaio 2017

Mazzarella Press Office su Rock Hard Italy Gennaio 2017

Si ringrazia Sandro Lo Castro per aver inserito due dei nostri artisti, Vanexa e Raff Sangiorgio, nella sua Top Ten del 2016 e il libro di Maurizio De Paola come preferito.






venerdì 20 gennaio 2017

ArtemisiA, disponibile il video del nuovo singolo "Tavola Antica"

E' finalmente disponibile il video del nuovo singolo degli ArtemisiA dal titolo "Tavola Antica". Il brano è il primo hit estrapolato dal quarto album in studio della band italiana "Rito Apotropaico" in prossima uscita il 3 di Febbraio su etichetta Onde Roar records, con distribuzione fisica su Audioglobe e digitale tramite Believe. "Tavola Antica", il cui video è visibile su Youtube, è già disponibile su tutti gli store di maggiore importanza ed è una pregevole istantanea di quelli che sono gli ArtemisiA oggi, ovvero una formazione dedita al buon rock d'autore dai connotati moderni ed attuali, ma sempre coerente con il proprio marchio di fabbrica ormai indelebile.

 

lunedì 16 gennaio 2017

KUADRA - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Il titolo è “Non avrai altro dio all’infuori di te”. Pensavamo quindi al futuro, un futuro che sembra quasi scontato se si osservano gli eventi che stanno caratterizzando il nostro presente. Ed è da questa sensazione di impotenza, di accerchiamento che nascono le nostre canzoni. Il nostro è un disco introspettivo con sonorità cupe ma abbiamo cercato di lasciare al suo interno, forse in modo poco evidente, qualcosa di luminoso.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

La band è nata nel 2006 a Vigevano. Alcuni hanno preso una strada diversa, io(Yuri) e Zavo, i fondatori, abbiamo tenuto duro e abbiamo accolto Van alla batteria, che si è unito a noi già dal primo disco e infine Simone, che ha cominciato a suonare con noi durante il tour de “Il bene viene per nuocere”. 


Come è nato invece il nome della band?

Kuadra è stato proposto dal nostro primo batterista. Allora andava di moda utilizzare la K.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

I testi hanno un peso importantissimo, basti pensare che molte delle canzoni nascono da un testo a cui segue poi l’arrangiamento strumentale. Le tematiche sono in generale sempre le stesse. Noi siamo nati e cresciuti in provincia, spiamo la gente che incontriamo, ne cogliamo l’insoddisfazione, la disperazione e il disagio, questo ci interessa e questo traduciamo in musica.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Credo che la cosa di cui andiamo più fieri è il fatto di aver prodotto un disco che non ammicca a un genere di tendenza ed essere riusciti a fare qualcosa di personale e onesto. 

Come nasce un vostro pezzo?

Molto spesso nasce da un testo che io sottopongo a Zavo, il chitarrista, che cerca la melodia o il riff più adatto. Dopo seguono batteria e basso. Quando riusciamo a trovare l’energia giusta allora ci dedichiamo alla rifinitura dell’arrangiamento.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Penso di parlare a nome di tutti affermando che Abdul è sicuramente il brano più emozionante del disco, quello in cui ci siamo messi più e gioco e che di conseguenza ci restituisce di più quando lo eseguiamo dal vivo. 


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Negli ultimi anni abbiamo ascoltato molti dischi, ma come abbiamo già detto in altre interviste, Vertikal dei Cult of luna è stato il disco che più ci ha influenzato, il secondo è Money Shot dei Puscifer.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

Prestissimo pubblicheremo il documentario che ci vede impegnati per tre concerti nei centri di accoglienza per richiedenti asilo della nostra provincia. Andremo a suonare per i detenuti del carcere dei Piccolini a Vigevano. Pubblicheremo poi il videoclip di Abdul e ripartiremo con un mini tour in Germania questa primavera.

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Non abbiamo mai sentito l’esigenza di pubblicare album live, potrebbe essere un’idea per il futuro prossimo però, grazie di avermici fatto pensare!

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

C’è sicuramente un clima di frustrazione tra le band indipendenti come noi. Io non parlerei di scena per il semplice fatto che negli ultimi anni abbiamo assistito a una disgregazione totale di tutte le scene musicali, dall’underground in su. Ci sono etichette indipendenti che stanno svolgendo un ottimo lavoro, il problema è che si fanno sforzi sovrumani per ottenere molto poco economicamente parlando, è quindi difficile sostenere band valide, promuoverle come si deve e farle emergere. Nel nostro piccolo noi cerchiamo di tener duro, autofinanziandoci su tutti i fronti e cercando di mettere sempre nuove energie per tenere un ritmo di lavoro costante e essere sempre attivi. Finora ci stiamo riuscendo. 


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet è il sistema su cui si baserà la società del futuro, questa cosa non mi piace, lo dico apertamente, ma ciò non toglie che ci siano molti lati positivi all’interno di questo sistema. Per una band indipendente è ormai impossibile farsi conoscere senza internet. Quindi possiamo metterla così: Internet ha danneggiato tutti, dando a tutti una mano.

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Tutti e quattro cerchiamo di mettere le nostre capacità al servizio della musica che creiamo. Non pensiamo mai a noi come singoli musicisti il cui talento deve essere necessariamente valorizzato. Anzi, a volte è necessario “contenersi” per la buona riuscita di una canzone.

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Mike Patton

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Parlate meno di voi stessi e più degli altri.

Maurizio Mazzarella

domenica 15 gennaio 2017

Maghi di Ozzy, è uscito finalmente "Ho Perso l'Eden"

E' finalmente disponibile in formato fisico e digitale "Ho Perso l'Eden", album d'esordio dei Maghi di Ozzy, band formata da musicisti esperti provenienti dalla provincia di Siena, dediti ad un rock di matrice italiana dallo stile attuale, ma dal sapore nostalgico e riverente nei confronti dei gruppi nostrani che hanno reso celebre questo genere nonché una potente energia rock! "Ho Perso L'Eden", album completamente autoprodotto, contiene dieci brani di ottima fattura, tutti dotati di un enorme potenziale. La band per la cronaca è composta da Maikie alla chitarra, Prippri alla batteria, Atreio al basso ed Ozzy alla voce. La promozione e l'ufficio stampa sono a cura del Mazzarella Press Office.  

Il video di L'Animale: 

Alex Trotto, è finalmente disponibile il nuovo singolo Silence!

E' finalmente disponibile il nuovo singolo di Alex Trotto dal titolo Silence, un brano ambient dai contenuti estatici. Uscito mercoledì undici gennaio, l'opera del polistrumentista nostrano, abbraccia una fascia di pubblico particolarmente ampia. Silence si presenta come un componimento originale ed introspettivo, sulla scia dei lavori solisti di Peter Gabriel e Steven Wilson. Alex Trotto in questa versione, si presenta come autore e polistrumentista appunto e non solo come chitarrista. Molto significativo il video che correda il brano, grazie alla coreografia di una ballerina che spiega perfettamente i contenuti del brano, con la regia del regista Simone Serafini.  

Alex Tr8 - Silence:

Parris Hyde, prosegue il successo di "Mors Tua Vita Mea"

Imprevedibile ed inaspettato, prosegue brillantemente il successo di Mors Tua Vita Mea, il primo album in studio di Parris Hyde, band fedele al concetto di heavy metal classico anni ottanta, con un suono moderno e personale. Il disco, edito da Freemood Promotion e pubblicato da Tanzan Music Edizioni Musicali, è stato registrato presso i “The Temple of Music Studios” di Milano, nonché mixato e masterizzaato ai “Tanzan Music Studios” di Lodi da Daniele Mandelli. Mors Tua Vita Mea, disponibile in versione digitale su tutti gli store, contiene dieci brani inediti, tre bonus track disponibili solo nella versione fisica del cd (in vendita su http://label.tanzanmusic.com/ita/catalogo/parris-hyde/mors-tua-vita-mea). L'ufficio stampa e la promozione sono attualmente a cura del Mazzarella Press Office. 

Il video di Life On The Line: 

venerdì 13 gennaio 2017

MAGHI DI OZZY - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

MAGHI DI OZZY: HO PERSO L'EDEN, è il titolo dell'album, che racchiude dentro diversi concetti, per ricordare soprattutto a noi stessi, che l'eden non l'abbiamo perso milioni di anni fa, ma lo perdiamo ogni volta, che non viviamo il momento presente, che è tutto ciò che abbiamo, l' eden ci sfugge anche ogni volta che non facciamo quello per cui siamo portati. 10 tracce nell'album molto diretto ed introspettivo dove si alternano spunti di riflessione e consapevolezze evolutive, in chiave rock . . un rock deciso di carattere  ma anche ballabile . .

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

MDO:Il percorso è stato molto lungo ed intrigante, ed a breve sarà descritto sul nostro sito : www.maghidiozzy.it  . . .possiamo dire che come la fenice rinasce dalle ceneri, così i MDO da poco più di un anno insieme, rinascono dallo scioglimento di un altra band. Vogliosi ancora di emozioni sonore, cantante e chitarrista, dopo un anno di stasi, si uniscono al nuovo batterista formando una nuova famiglia.

Come è nato invece il nome della band?

MDO: Il nome è nato molto tempo indietro con la primissima band che abbiamo creato, dovevamo esibirci ad un piccolo festival ma non avevamo ancora il nome, un nostro amico sapendo del soprannome di"Ozzy" del cantante, scrisse sulla locandina Maghi di Ozzy, quasi all'insaputa, sfruttando l'analogia del soprannome con la compagnia di personaggi fantastici della fiaba.


Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

MDO: Le statistiche dicono che il 90% delle canzoni mondiali parla d'amore, ma per amare gli altri, dobbiamo prima amare noi stessi, quindi ci ispiriamo ai momenti che fanno crescere questa consapevolezza, verso ogni forma d'amore e di divertimento. I testi sono fondamentali, la forza della parola oggi è un pò trascurata, pensiamo invece che possa suscitare sia emozioni che positivi cambiamenti in ogni persona, per questo la musica è centrata intorno al testo per rafforzarne l'intenzione.

Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

MDO: è una musica di parole vere, vissute, che arrivano al cuore senza filtri e senza mezzi termini, un ottima musicalità generale, con soli di chitarra interessanti ed articolati, penso che ogni ascoltatore, può trarre beneficio dalle frasi e dai ritornelli perchè sono fortemente positivi per ognuno di noi

Come nasce un vostro pezzo?

MDO: Portare in luce una profonda introspezione, fissare un emozione sfuggente, descrivere una particolare sensazione, evoluzione dell'uomo nei suoi vari aspetti, mentre la musica è il suo vestito, che deve essere calzato per valorizzare l'uomo (o il testo) in ogni differente sfumatura.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

MDO: Sicuramente "Sollevato", una ballad emozionale dedicata ad un nostro amico scomparso giovane. Un vuoto si è creato in noi in un primo momento e si percepisce nelle cadenze ritmate e negli spaziosi soli di chitarra. Successivamente al tragico evento, una forza profonda ci è sorta , paragonando il fatto ai problemi insignificanti di tutti i giorni. Questa potenza di reazione si sente nel ritornello.


Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

MDO: Siamo il prodotto di tutto il nostro trascorso ed il nostro ascolto, compreso l'ambiente che ci circonda, posso dire che abbiamo influenze Rock , punk , new rock, folk.

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live? 

MDO: A breve sarà online il nostro sito che unirà i social, con informazioni complete riguardo la band gadget etc . La promozione sarà fatta a 360 gradi sui mezzi di comunicazione digitali e classici come le radio, Al momento abbiamo 3 date live nell'imminente inverno, su Siena, Chianciano, Arezzo, ma stiamo ancora finendo di organizzare il tour estivo.

E' in programma l'uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

MDO: Stiamo lavorando ai nuovi pezzi ma non possiamo al momento programmare l'uscita.

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

MDO: Mi dispiace che ci siano tanti talenti che si riducono a suonare cover invece di esprimere se stessi, complici anche molti locali, e molte persone, che li preferiscono alla musica originale.


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

MDO: Sicuramente internet offre oggi una bella visibilità , ma l'emozione di un concerto va toccata con mano . .ops sentita con l'orecchio  . . .ops col cuore . .

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

MDO: Penso che ogni musicista può essere valorizzato da qualsiasi tipo di musica, purchè gli piaccia e la senta sua , ognuno di noi è molto coinvolto nel progetto, il Rock è un campo sconfinato che coloriamo con piantagioni di note e melodie, più queste sono vere, più il frutto sarà buono.
C'è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

MDO: Tanti musicisti italiani e tanti stranieri fanno ottima musica e sono molto interessanti, ma prima bisognerebbe conoscersi per capire con chi veramente c'è un intesa.

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

MDO: Spegnete la televisione, leggete molto, seguiteci ai nostri concerti e saranno belle emozioni!! Melodia  . . . Magia  . . Maghi di Ozzy!!!

Maurizio Mazzarella

 

ALFREDO GARGARO - Various

Sliptrick
Alfredo Gargaro non solo il classico chitarrista perfetto. Quel musicista che non sbaglia una nota, che non sfugge ad un accordo, ma è semplicemente un uomo che ha la musica nel sangue. Ed è propria la sua rovente passione per lo strumento, ha portato alla realizzazione di Various, un lavoro sudato, frutto di ispirazione e talento, ma anche tanto sacrificio. Alfredo Gargaro è la musica. E' un esempio per ogni musicista. E' un artista che si è fatto strada con il sudore della fronte, raggiungendo un livello altissimo con estrema umiltà e voglia di far bene. Senza porsi un obiettivo preciso, senza vole dimostrare di essere superiore a qualcuno. Semplicemente non l'intento di sfogare l'arte con la donna che ha amato di più: la chitarra. Ne viene fuori un lavoro piacevole da ascoltare, certamente complesso e ben strutturato, ma anche facilmente assimilabile ed ascoltabile. Un aspetto non sempre comune nei dischi solisti dei chitarristi, che spesso finiscono col specchiarsi in loro stessi, senza badare a quale messaggio possa essere trasdotto dalle proprie note. Various è appunto un disco vario, che persegue una varietà di stili e di generi. Per questo il buon Alfredo non ha voluto fare un lavoro esclusivamente strumentale, ma si è aiutato da un insieme di cantanti che hanno reso ogni brano variopinto e con maggiori attrattive. Dopo la title-track, che mostra in modo palpabile l'arte creativa di Gargaro, segue Burning Down, un pezzo diretto, potente e particolarmente vibrante, nel quale la voce di Giorgio Lorito rende l'atmosfera più brutale.

Kill The Flame è un vestito ben calzante per Francesco Lattes, cantante moderno e versatile, che duetta con le corde della chitarra di Alfredo Gargaro con estrema semplicità. She Shark è un brano dal sapore vintage, molto rock e particolarmente anni ottanta, mentre Different Soul è un momento d'alta scuola, probabilmente uno degli episodi di maggiore qualità di Various, uno strumentale che raccoglie tutte le emozioni di un artista di notevole spessore. Giunge il momento di Exodus, il brano più heavy del del disco, non a caso l'asta del microfono è affidata a Giuseppe Cialone, voce dei Rosae Crucis, che rende immensa una cavalcata musicale degna nel classico metallo britannico. Con Deadly Ride i ritmi sembrano rallentarsi, per poi sfociare in una serie di melodie multiple da pelle d'oca. Ecco poi No More Free, un pezzo di pura poesia cantato dalla bravissima Francesca Messali, che rende il brano molto personale e penetrante. Si giunge ai brani finali. 'Till The End Of Time racchiude un senso di malinconia che trasmette brividi ed emozioni, cosa che solo un grande artista sa fare. La conclusione, è invece affidata a Twister, dove la chitarra di Gargaro è affilata come una spada. Various è un gran lavoro, destinato certamente a chi ama la chitarra, ma anche a chi ha voglia semplicemente di sentire della buona musica. E questo album ne contiene davvero molta. Pollice in alto!

Voto: 8/10

Maurizio Mazzarella

mercoledì 11 gennaio 2017

HANIWA - Intervista alla Band


Siete appena usciti sul mercato discografico con un nuovo album in studio, potete presentarlo ai nostri lettori?

Si, nuovo e primo album in studio! A noi piace moltissimo, siamo molto soddisfatti del lavoro svolto con Qua’ Rock Records. Helleven contiene 11 brani originali composti nel giro di un anno e mezzo, dove abbiamo convogliato più di venti anni di esperienza musicale.

Come è nata la vostra band e quali sono le vostre origini?

Gli HANIWA nascono alla fine del 2014 come spin off di un progetto, i Metalieni, che proponeva un metal melodico cantato in italiano. L’allora cantante ha deciso di non continuare l’esperienza assieme e noi tre, visto l'affiatamento musicale e l'amicizia che ci lega tutt'ora, abbiamo deciso di continuare la nostra avventura in una nuova forma. Ed abbiamo fatto bene! Iniziammo a suonare alcune cover metal, dopodiché ci siamo cimentati in un brano originale ed in un paio prove era bello che pronto: Tomorrow! Gli HANIWA avevano preso vita e di lì a poco abbiamo realizzato cinque brani che hanno dato vita al nostro primissimo lavoro, l’EP OUR! Stabilizzati in questa formazione (David Degl'Innocenti voce e basso, Angelo Colletti chitarre e Mr. Crini batteria) ci siamo messi a comporre altri pezzi, e nel frattempo abbiamo stretto contatti con l'etichetta QUAROCK, la quale ha reso possibile l’album Helleven di cui fanno parte anche io brani del nostro EP.

Come è nato invece il nome della band?

Il nome della band nasce in maniera molto casuale! Quando abbiamo visto che funzionavamo come trio, ad ogni fine prova, buttavamo in pista alcuni nomi, alcuni carini altri improponibili, fino a che non spuntarono fuori i mostri Aniba, quelli di Jeeg! Dopo una breve ricerca in rete scoprimmo l'origine del nome italianizzato di tali mostri, ed era proprio HANIWA, leggendarie figure demoniache di terracotta giapponesi. Vista la nostra passione per il paese del sol levante per vari motivi, fummo catturati da questo nome e decidemmo di usarlo per il nostro progetto, anche per dare un taglio autoironico alla formazione, eh eh.

Ci sono delle tematiche particolari che trattate nei vostri testi o vi ispirate alla quotidianità in genere? Che peso hanno di conseguenza i testi nella vostra musica?

Per quanto riguarda i testi dei nostri primi 11 brani, ci siamo ispirati a fatti di vita quotidiana, sensazioni forti provate per i vari aspetti della vita, conditi però con un certo sarcasmo ed autoironia, aspetti questi presenti nella vita degli HANIWA, soprattutto nel tempo che passiamo insieme. L’unico episodio che fa storia a se è la autoreferenziale HANIWA, che mantenendo lo spirito scanzonato del trio, vuole essere una presentazione dei tre elementi che siamo!!! Per quanto riguarda la domanda successiva, i testi, a livello compositivo sono sempre arrivati in un secondo momento, quindi quando il brano aveva già preso forma, non influendo sulla struttura, ma in alcuni casi sugli arrangiamenti e armonizzazioni, aggiustati durante le prove ed il lavoro di registrazione.


Quali sono gli elementi della vostra musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del vostro nuovo album?

Vista la naturalezza con cui la nostra musica nasce, ci sentiamo di dire che le nostre potenzialità vengono espresse in maniera spontanea e senza filtri. Non vogliamo dare un giudizio tecnico di noi stessi, ma crediamo che in un ambiente rilassato dove puoi esprimere tutto quello che hai dentro senza nessun tipo di freno, ci ha portati a dare il meglio di noi stessi! Il mix di potenza ritmica e aperture melodiche, gli assoli di chitarra e le linee vocali, fanno della nostra musica un genere che racchiude gran parte, a nostro modo di vedere, del Metal degli ultimi 30 anni, spaziando dal thrash anni '80 al metal classico al prog ed al new metal. Crediamo che questa sia la qualità più evidente riscontrabile dall'ascoltatore. 

Come nasce un vostro pezzo?

Come accennato prima, nasce tutto dai micidiali, potenti e melodici riff di chitarra di Angelo! Proposto in sala un riff, viene elaborato e integrato con altri, con un affiatatissimo lavoro di gruppo, dove Mr. Crini sfodera le sue doti tecniche di batterista e uno spiccato senso compositivo, Angelo varia e migliora i riff in base all'intenzione che il brano sta prendendo e per finire David trova le linee di basso più adeguate ed aggressive in base anche a quello che sarà il cantato! Ciliegina sulla torta la composizione degli assoli sempre molto tecnici e ispirati.

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale vi sentite particolarmente legati sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Fammi pensare.........direi proprio......TUTTI!!!!! A parte gli scherzi siamo veramente legati a tutti i nostri 11 brani finora composti, in particolare ad HANIWA perché parla di noi e per la sua immediatezza; TIDES OF TIME per le grandi emozioni che ci ha dato in fase compositiva con la sua vena prog e le soddisfazioni live che ci sta dando; TOMORROW perché è stato il nostro primo brano e miscela potenza e melodia; VOLCANO per la sua "naturale" potenza! Insomma per ogni brano esistono vari aspetti che ci emozionano non poco, ed è una grande cosa visto che sono nati da noi!

Quali band hanno influenzato maggiormente il vostro sound?

Bella domanda! Ognuno di noi ha sviluppato il suo stile ed il suo suono durante gli anni ascoltando svariati tipi di musica: David inizia ad ascoltare Depp Purple e Jethro Tull da molto piccolo e vira subito sul metal passando agli Iron Maiden fino al Thrash più estremo; Angelo ha iniziato, come molti, ad ascoltare il genere metal grazie agli Irons, per poi appassionarsi al genere Thrash con i vari Anthrax, Metallica, Testament, Cacophony, Risk, Slayer, Forbidden, Pantera, etc.. Oltre ad una particolare predilezione al genere progressive (Marillion, Opeth, Flower Kings). Insomma tutto molto ampio e “contaminato”. 

Quali sono le vostre mosse future? Potete anticiparci qualcosa? Come pensate di promuovere il vostro ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Si stiamo lavorando con la nostra etichetta e con delle agenzie di booking e promozione per organizzare eventi che consentano di dare visibilità al nostro lavoro e fare delle esperienze live anche fuori dai nostri confini. Stiamo per annunciare un mini tour di supporto per una leggendaria band statunitense death thrash: stay tuned!

E’ in programma l’uscita di un album dal vivo o magari di un DVD?

Al momento onestamente non è previsto, però stiamo lavorando alla realizzazione del prossimo videoclip. Helleven è già visibile su Youtube! 

Come giudicate la scena musicale italiana e quali problematiche riscontrate come band?

Scena piuttosto interessante e ricca di band dall’alto potenziale; tutte le volte che facciamo degli eventi conosciamo delle band molto interessanti e delle persone piacevoli, è sempre un’esperienza positiva. La difficoltà è probabilmente di tipo culturale: non è facile, anche con un prodotto con ottime recensioni come il nostro, avere la disponibilità di alcuni club a farci suonare se non si garantiscono determinati afflussi o se non si ha già una certa visibilità. Probabilmente è necessario anche studiare un tipo di intrattenimento che invogli il pubblico a partecipare alle serate e questo è anche a carico delle band che devono ingegnarsi per creare qualcosa di attrattivo e gradevole. Poi bisogna darsi molto da fare, la band è come una piccola impresa, se non si lavora bene non è pensabile che possa funzionare, la responsabilità affinché il movimento musicale vada avanti è un po’ di tutti. 


Internet vi ha danneggiato o vi ha dato una mano come band?

Internet è una risorsa fantastica ed imprescindibile al giorno d’oggi, come tutte le cose va saputa gestire e dosare correttamente. Sicuramente è parte integrante in un processo di comunicazione che ogni band deve mettere in piedi per comunicare con il proprio pubblico. 

Il genere che suonate quanto valorizza il vostro talento di musicisti?

Il genere che facciamo è quello che ci viene spontaneo, quindi probabilmente è quello che ci valorizza maggiormente. Oltretutto è un genere piuttosto “atletico”, di conseguenza necessita di una certa attività di allenamento per riuscire ad eseguire i brani in maniera sciolta; su quest’ultimo punto possiamo sicuramente migliorare ah ah ah!

C’è un musicista con il quale vorreste collaborare un giorno?

Ce ne sarebbero molti, a partire dai nomi succitati. Per adesso ci piacerebbe riuscire a guadagnarci e meritarci la possibilità di partecipare ad eventi importanti dello scenario metal attuale. Magari un giorno ci capiterà di condividere il palco con una band che ci ha ispirato in questi anni, ma di strada ne abbiamo ancora da fare molta!

Siamo arrivati alla conclusione. Vi va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Speriamo di avere suscitato nei lettori la curiosità di ascoltare il nostro HELLEVEN e verificare di persona le buone recensioni che abbiamo ottenuto sin ora. Questo lavoro ci è venuto spontaneo, naturale, senza forzature di nessun genere e rispecchia perfettamente quello che è nel nostro DNA. Buon ascolto! 

Maurizio Mazzarella