Giornale Metal

venerdì 11 novembre 2016

BOLGIA DI MALACODA - La Forza Vindice della Ragione

iBreed Studios
Un gruppo come i Litfiba nella metà degli anni ottanta, ha lasciato il segno, dando vita a tanti gruppi che hanno cercato di imitare lo stile ed il sound del gruppo di Piero Pelù e Ghigo Renzulli senza mai riuscirci in modo concreto, anche per i contenuti lirici e l'approccio con la musica stessa. A distanza di tanti anni potremmo dire che i Bolgia di Malacoda potrebbero rappresentare i veri eredi dei Litfiba di quel periodo, visto che gli attuali probabilmente hanno preso ampiamente le distanze da se stessi. Ma i Bolgia di Malacoda non sono solo questo, perché sarebbe limitativo per un gruppo dotato di personalità e contenuti espressivi eccellenti. La musica presente ne La Forza Vindice della Ragione sprizza arte da tutti i pori. E' musica ammaliante, intensa, poetica, ispirata, coinvolgente. Nel loro modo di approcciarsi, c'è molto anche dei Moonspeel di Irreligious, un album che è rimasto come un emblema nella storia del gothic metal e che neanche la stessa formazione portoghese è riuscito a ripetere nel corso della propria carriera per contenuti ed espressioni. La Forza Vindice della Ragione è una poesia musicata suddivisa in dieci capitoli, dove ognuno di essi è una splendida canzone. A partire da Inno A Satana, canzone crepuscuolare, dove la voce solista Ferus sembra l'anima oscura di Fernando Ribeiro, supportato da chitarre incisive, estrapolate da quel capolavoro chiamato Litfiba 3. Nel dubbio Vedo Nero giova si un maggiore tasso di coinvolgimento, dove l'anima wave anni ottanta, si fonde con un punk attrattivo.

A seguire Malacoda oltre a rimarcare l'arte espressiva di Ferus, esalta le chitarre di Alessandro Rocchi e Carlo Settembrini, in ottima sintonia tra l'altro. L'arte maligna esplode in Bimba Mia, differentemente in Adremoida esalta l'aspetto teatrale di un gruppo dotato di uno spessore artistico fuori dal comune. A un metro da decebalo piace per il suo pregevole ritmo, Attent'al Prede è un altro brano che ben figurerebbe nella Triade del Potere e si candida a diventare uno dei brani più rappresentativi dei Bolgia di Malacoda per contenuti, stile e dinamismo. Introspettiva d'Ottobre è un brano diverso, molto cupo ed oscuro, dai connotati gotici, dove emerge l'anima e la sofferenza del gruppo, che esplode nuovamente in Così passa la gloria del mondo, altro brano tecnico e veloce, nel quale le chitarre ben si sposano con la sezione ritmica. Le lune storte pongono la parola fine a La Forza Vindice della ragione, con intensità e potenza, riassumendo tutti i migliori momenti di un album che ha il sapore del capolavoro. Segnatevi quindi questo nome: Bolgia di Malacoda!

Maurizio Mazzarella