Giornale Metal

mercoledì 7 settembre 2016

HYAENA - Metamorphosis Revisited

Qua' Rock Records
Prima di parlare del disco bisogno brevemente presentare questi bravissimi Hyaena, formazione toscana che tra la fine degli anni ottanta e l'inizio dei novanta ha dato contributo essenziale alla scena heavy metal tricolore. Nel 1987 la band partorì un demo che è passato alla storia, ovvero Metamorphosis riproposto nella versione originale, ma stampato su compact disc, dalla Qua' Rock Records. Nel contempo la band si è riunita, con all'interno due membri storici come il chitarrista Gabriele Bellini e il batterista Ross Lukather (ex Death SS), supportata dai nuovi ingressi di Isabella Ferrari al basso e la bravissima Claire Briant alla voce. Così è nata l'idea di rivisitare quella gemma di Metamorphosis registrandolo con la formazione attuale, con mezzi certamente più moderni e con l'aggiunta di una chicca, parliamo della cover di Phenomena incisa alla fine dell'album. Metamorphosis Revisited contiene sette gemme musicali nel suo complesso, vede una band in forma straordinaria ed in piena sintonia, cosa da non poco ed i brani hanno un appeal attualissimo, nonostante siano componimenti di chiaro stampo ottantiano. Si parte con Metamorphosis, componimento dagli oltre sette minuti di durata che non solo evidenzia lo stato di grazia di Bellini alla chitarra e Lukather alla batteria, ma esalta la voce della Briant già marchio indelebile di questa nuova versione degli Hyaena. A seguire ecco Wrathchild, che non è la cover degli Iron Maiden, bensì uno dei grandi classici degli Hyaena, un brano dai ritmi forti e possenti, che si alterna con sfumature iper melodiche atte a rimarcale l'aspetto lirico della voce di Claire Briant.
Il resto è una sorta di rullo compressore all'ennesima potenza, il buon Ross dietro le pelli è una macchina da guerra, mentre Bellini conferma la propria versatilità in ogni frangente. No Man's Land è un pezzo più accessibile, morbido nel suo insieme, una ballata metal che non rinuncia a momenti energici e taglienti, atti ad esaltare il basso della Ferrari, che corre come una “testa rossa” all'occorrenza. Si giunge nel frattempo a Behind The Wall, un pezzo compatto e palpabilmente metal, un classico tributo alla scena inglese dell'epoca, in una sorta di mix tra Saxon e Judas Priest, differentemente Kill Without Mercy sembra uscita dalla penna dei Mercyful Fate o King Diamond, piace per le sue chitarre tagliente, ma anche per il suo dinamismo particolarmente incisivo. Ecco arrivare l'attesa Scream Of Savannah, un brano che si differenzia dai suoi predecessori, per via di trame più thrash e probabilmente vicine ad uno US Metal tipico dei Vicious Rumors ancora molto in voga, facendo degli Hyaena un gruppo variegato nella propria espressione stilistica. La chiosa come precedentemente anticipato, è affidata a Phenomena, una cover che ascoltata nel suo insieme sino all'ultimo secondo ci mostra la grandezza di una band che nel suo passato avrebbe meritato di raggiungere certamente maggiori consensi, ma che oggi si ripropone con importanti aspettative e Metamorphosies Revisited è un biglietto da visita niente male. Bentornati ragazzi! La musica ha bisogno di voi! 

Maurizio Mazzarella