Giornale Metal

lunedì 4 aprile 2016

BASTIAN - Intervista alla Band


Sei appena uscito sul mercato discografico con un nuovo album in studio, puoi presentarlo ai nostri lettori?

Rock of Daedalus è il secondo album della band dopo Among my Giants. Line-up più ridotta rispetto al primo album, per dare pià un impronta di band e non di progetto. Suono più duro e compatto rispetto al primo album. Con una produzione più curata, dal mixaggio al mastering. Dieci brani di puro hard-metal sound, dove non bancano due fantastiche ballad che addolciscono leggermente l’album. Un album da ascoltare per chi ama il sound dei Black Label Society, Ozzy, Sabbath

Come si è districata la tua formazione da musicista?

Nell’ultimo lavoro la line-up era composta da me alla chitarra, Corrado Giardina al basso, Micheal Vescera alla voce e John Macaluso alla batteria. Ovviamente dal vivo cambierà qualcosa, cercando di lavorare ed esibirci con ottimi musicisti di “casa nostra” secondi a nessuno.

Come hai scelto il titolo del disco?

Dedalo era il nome della mia prima band. Avevo solo 15 anni. Ma il primo amore non si scorda mai. Essendomi rimasta nel cuore, anche perché era composta da soli e veri amici, mi sono sentito il dovere di renderla inmortale. Cosi’ gli ho dedicato questo album, intitolandolo: “LA ROCCIA DI DEDALO” o il “ROCK DI DEDALO”…..dipende da come si vuole interpretare J

A cosa ti ispiri quando componi?

Di solito alle mie emozioni ed ai bei ricordi che mi fanno star bene. Purtroppo essendo un tipo nostalgico sono legato parecchio ala mia gioventù, che come tutti sappiamo non torna più  (non che ora sia un vecchietto avendo ancora 37 anni), ma quello che si fa dai 15 ai 18 è qualcosa di straordinario. Almeno per me. Quindi attingo parecchio da quei ricordi.

Quali sono gli elementi della tua musica che possono incuriosire un vostro potenziale ascoltatore e quali sono quindi le qualità principali del tuo nuovo album?

E’ una domanda a cui non saprei risponderti in modo sodisfacente. Posso solo dire che compongo e suono quello che sento senza cercare di strafare e senza cercare strane cose o generi nuovi solo per il piacere di suonare qualcosa di diverso. Nella musica e principalemte nel rock tutto è stato già scoperto e scritto. Quindi mi fanno solo ridere quei recensori che scrivono “NIENTE DI NUOVO IN QUEST’ALBUM”. Quello che potrebbe colpire un potenziale ascoltatore di questo lavoro è il sound massiccio e crudo delle chitarre. Un suono genuino senza troppi trucchi in fase di mixaggio. Quello che ascolti è quello che si è suonato. ROCK!!!

Come nasce un tuo pezzo?

Metto le mani alla chitarra e la composizione arriva da sola. Pensa che ho scritto un brano in solo 5minuti. Una ballad bellissima che probabilmente farò uscire come singolo visto che non è inserita in Rock of Daedalus. 

Quale è il brano di questo nuovo disco al quale ti senti particolarmente legato sia da un punto di vista tecnico che emozionale?

Dal punto di vista emozionale senza dubbio le due ballad. Man of the Light, dove immagino di incontrarmi con Gesù uomo, nel giardino degli ulivi a Gerusalemme (canzone nata da un mio viaggio in terra santa) e  Wind Song. Dal punto di vista di sound, credo Terminators e Steel Heart (dedicata a Jeeg Robot d’acciaio).

Quali artisti hanno influenzato maggiormente il tuo sound?

Senza dubbio i Black Sabbath e gli Zeppelin. Essendo innamorato del rock anni 70 e di tutto quello che nasce in quel decennio.

Quali sono le tue mosse future? Puoi anticiparci qualcosa? 

Sembra strano ma ho finito già di registrare il nostro terzo album. Alla batteria Vinny Appice ed alla voce Apolo Papathanasio (ex Firewind). Oltre che al sempre fedele Corrado Giuardina al basso. Ma questa è un'altra storia J J

Come pensi di promuovere il tuo ultimo album, ci sarà un tour con delle date live?  

Vedremo. Ci stiamo cercando di organizzare per questo. 

Come giudichi la scena musicale italiana e quali problematiche riscontri come artista?

I live sono il vero problema degli artisti. Chi scrive e suona la propria musica sembra essere bandito dai locali, che preferiscono investire solo sulle cover band e sulle tribute band. Cosa invece totalmente diversa nei paesi nord europei che vanno alla ricerca di band che suonano musica propria.

Internet ti ha danneggiato o ti ha dato una mano come musicista?

Intenet è una lama a doppio taglio. Ma posso dire che al momento mi ha solo aiutato a far conoscere il nome dei Bastian in giro per il mondo.

Il genere che suoni quanto valorizza il tuo talento di musicista?

Per me parecchio. Suono sempre e solo quello che mi fa star bene e che mi trasmette emozioni.

C’è un musicista con il quale vorresti collaborare un giorno?

Mi farebbe piacere suonare dal vivo WHOLA LOTTA LOVE con Robeert Plant. hahahahahaha

Siamo arrivati alla conclusione. Ti va di lasciare un messaggio ai nostri lettori?

Cari ragazzi non fatevi influenzare solo da qualche recensione positiva o negativa che potreste leggere su un album. Abbiate il coraggio di ascoltare e di giudicare voi stessi. La musica non va esaminata. Va ascoltata. Solo li potrete capire se un album sia o non sia di vostro gradimento. Se vi trasmette emozioni ecc ecc, Purtroppo oggi la maggior parte dei recensori non ASCOLTA, ma ESAMINA soltanto. Buon ascolo e Long live rock and roll.

Maurizio Mazzarella