Giornale Metal

sabato 9 novembre 2013

Opinioni e critche negative gratuite espresse contro i nostri artisti e patner

Non è la prima volta che capita. Una prima volta si può passare sopra, una seconda si può chiudere un occhio, altre volte anche due, ma ci sono dei limiti che non possono essere prevaricati e sono quelli della decenza e dell'onestà intellettuale. Non è un caso che determinati artisti del nostro press office, siano stati presi di mira in modo gratuito da alcuni individui che scribacchiano su pseudo blog a volte crudi, altri selvaggi, perché definendoli testate, offenderemmo in modo marcato l'arte del giornalismo. Non è un caso che siano stati presi di mira solo determinati artisti, che a conti fatti sono riconducibili esclusivamente a precise questioni. Prendiamo atto delle critiche aspre e gratuite. Accettiamo ogni diritto di opinione, ma non possiamo tollerare l'offesa. Chi rivendica il proprio diritto di critica, dimentica un altro diritto, che è quello di replica, che attende di essere concesso. Noi da parte nostra invitiamo a leggere questi articoli, che ormai si iniziano a contare. Da parte nostra invitiamo però anche ad ascoltare i dischi di questi artisti. Ad andare a leggere la loro storia ed il loro percorso artistico musicale. Vi invitiamo a farvi un'idea vostra e quindi a comprendere se chi scrive lo sta facendo con la dovuta onestà e professionalità, o se sta facendo il tutto solo per una questione strumentale, esprimendo le proprie frustrazioni colpendo chi sfoga la propria arte in modo sincero, danneggiando non il nostro press office, che a conti fatti ha le spalle larghe, ma gli artisti e le label che li supportano. Anche se gocce nell'oceano, il loro acido provoca comunque un danno, non vogliamo dire commerciale, perché la qualità del prodotto s'imporrà sul mercato certamente, bensì d'immagine. Ovvio che chi di dovere, si tutelerà con ogni mezzo a propria disposizione, per limitare il dilettantismo in favore della professionalità che evidentemente a qualcuno manca. Che piaccia o no, questa è la nostra replica e rispondiamo con la stessa arma: la penna, che sappiamo usare bene, lo dimostra la nostra storia. 

Maurizio Mazzarella